I sindaci trentini non vanno in piazza
Simoni contro i colleghi italiani: «Chi attacca le Autonomie speciali sbaglia»
TRENTO. Resteranno a casa i sindaci dei 217 Comuni del Trentino. Nessuno di loro sarà alla manifestazione di protesta contro la manovra anticrisi del Governo che si terrà lunedì a Milano. Lo annuncia il presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, Marino Simoni, che spiega come le ragioni siano condivise e la solidarietà resti, ma altro li costringa a dissociarsi. «Prendiamo le distanze - dice - per le dichiarazioni contro le Autonomie speciali, colpevoli a suo dire di tanti privilegi, pronunciate dal sindaco di Varese, Attilio Fontana, presidente Anci Lombardia».
«Quanto ha detto nei giorni passati - chiarisce Simoni - indebolisce purtroppo un percorso che condividiamo, perchè siamo nella medesima, identica situazione degli altri Comuni italiani, solo con regolamenti diversi. Non siamo contrari agli accorpamenti, da noi ci sono percorsi in tal senso, ma che partono dalla base, con un consenso democratico. Usare il disagio finanziario per mettere mano all'assetto istituzionale è altro. I Comuni c'erano, anche prima della Repubblica e hanno resistito a momenti ben peggiori di questo».
E ancora: «Che l'Autonomia ci ripari? Mi auguro sia vero. Ma il punto non è questo. Qui in gioco c'è la credibilità di uno Stato e ci offende sentirci dire che contribuiamo a demolirlo. Vogliamo parlare di quei piccoli Comuni delle zone del porfido, con pochissimi abitanti, ma più Bot di molte banche? Degli aiuti finanziari, che noi come Consorzio o la Provincia abbiamo dato volentieri all'associazionismo nazionale, organizzando anche i recenti incontri dell'Uncem e dei piccoli Comuni?». «Se vogliono, ci tiriamo fuori - chiude - l'ho scritto anche al presidente, Osvaldo Napoli, ma non è giusto, indebolisce i piccoli Comuni e quelli montani».
Alle dichiarazioni del sindaco di Varese replica anche Walter Kaswalder, componente del Consiglio delle Autonomie locali e sindaco di Vigolo Vattaro. «Se la situazione non rientra, bisogna davvero pensare a fare un coordinamento dei Comuni delle Autonomie speciali, ma così ci indeboliamo tutti», afferma. «E' vero che abbiamo soldi in più, ma anche competenze in più a cui fare fronte e i tagli sui piccoli Comuni si riflettono anche su di noi, attraverso la Provincia e il patto di stabilità. Siamo tutti sulla stessa barca e quello di chi attacca le Autonomie speciali è un gioco di uno contro l'altro».