I gruppi trentini sono tra i più costosi di tutta Italia
Con tre milioni di euro sono al secondo posto assoluto, dietro solo al Molise
TRENTO. I gruppi provinciali trentini sono tra i più cari d’Italia per il contribuente stando ai calcoli del Sole 24 ore di ieri. Considerando gli abitanti, infatti, si piazzano al secondo posto dietro a quelli del Molise. Qui da noi, secondo il quotidiano economico, il costo è di 2 milioni e 467 mila euro, con un costo di 466 euro ogni cento abitanti, 4,66 euro a testa.
Andando a guardare nel dettaglio le varie voci del bilancio del Consiglio provinciale la spesa è anche maggiore rispetto a quella calcolata dal Sole 24 ore. Per il solo funzionamento del gruppi consiliari sono stanziati 615.600 euro all’anno. Una spesa che è stata ridotta sì del 20 per cento, ma a partire dall’1 settembre di quest’anno. Per i dipendenti dei gruppi, che sono pagati direttamente dal Consiglio, viene stanziato un milione e 300 mila euro. Altri 150 mila euro vengono stanziati per il fondo studi per i gruppi consiliari. Infine, il Consiglio provinciale spende circa 900 mila euro per pagare gli affitti delle belle sedi in centro storico dei gruppi . In totale, quindi, e senza considerare i rimborsi spese dei singoli consiglieri, si arriva molto vicino ai 3 milioni di euro. Da ricordare che, rispetto a Bolzano, il costo è di circa un milione e mezzo superiore perché in Alto Adige il personale se lo pagano direttamente i gruppi che , poi, vengono ospitati in sedi di proprietà. In Trentino i dipendenti sono più di 30 e costano, in media, più di 40 mila euro.
Approfondendo l’analisi si vede che il gruppo del Pd, che è il più grande e quindi con più fondi, nel 2011 ha speso 75.939 euro a fronte di una disponibilità di 108.782 euro. Per le spese di rappresentanza sono stati spesi 18.324 euro. Il gruppo della Lega ha speso, invece, 86.664 euro su 87.420 , il gruppo dell’Upt è quello che nel 2011 ha speso di più: 92.814 euro contro i 94.722 euro a disposizione. Il Pdl ha speso 68.799 euro contro i 118.514 euro a disposizione, il Patt ha impiegato 62.575 euro, la Civica per Divina presidente ha speso 58.905 euro, Amministrare il Trentino 26.236 euro, l’Idv 40.751, l’Union autonomista ladina 31.075 euro, i Verdi, 25.052 euro e il gruppo misto 19.406 euro.
Il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti spiega che le spese a breve caleranno. Infatti l’ufficio di presidenza ha abolito, a partire dalla prossima legislatura, i monogruppi, ovvero i gruppi con un solo componente. In questo modo si dovranno dividere per forza le spese. Attualmente, secondo il regolamento del Consiglio provinciale, un gruppo con un solo consigliere ha diritto a due dipendenti assunti, oltre a una sede propria e fondi per il funzionamento pari a 2.160 euro al mese. E dire che prima dei tagli di Dorigatti erano 2.700. Il presidente ha calcolato un risparmio complessivo di 123.320 euro. L’anno prossimo, quindi, le spese per il funzionamento dei gruppi scenderanno al di sotto dei 500 mila euro. Rimangono le spese per gli affitti e per il personale. Voci molto importanti che portano in alto la spesa complessiva. In attesa che il Consiglio provinciale si decida a ospitare i gruppi in sedi di proprietà.
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