la verifica

Green pass, a Trento gli scanner automatici ancora non si vedono. I baristi: non siamo controllori

Tanti hanno scaricato la app ma mancano gli strumenti di controllo

di Claudio Libera

TRENTO. Mancano appena due giorni all’obbligo di possesso del Green pass per accedere all’interno di bar ed esercizi pubblici e contestualmente a quello degli esercenti di munirsi della modalità di verifica, sia essa tramite la app sullo smartphone o con lettore automatico. Ma di apparecchi, in giro per la città, non se n’è visto nemmeno uno.

Tanti hanno scaricato la app che con l’accostamento allo smartphone del cliente consente l’immediata lettura ma di totem che verifichino l’avvenuto rilascio da parte del Ministero della salute non c’è traccia. A quanto risulta, dopo l’ordinanza emessa dal presidente Fugatti, la Provincia ne dovrebbe acquistare un centinaio da distribuire alle strutture pubbliche mentre le aziende dovranno rivolgersi al libero mercato. E sempre secondo i bene informati, l’apparecchio di medio valore dovrebbe avere un costo che si aggira sui 6/700 euro, quello più sofisticato supera i 2.000; il più economico, quello da tavolo, costa 570 euro.

All’Urp, Ufficio relazioni con il pubblico del Comune nella galleria di Torre Mirana, via Belenzani 3 angolo via Manci, la funzionaria di turno ha la delibera Fugatti stampata e bene in vista e sottolineata ma dell’obbligo di scanner automatico o verifica green pass non c’è traccia: “Nei pubblici uffici – aggiunge – dopo attenta lettura dell’ordinanza, che comunque consta di molte pagine - non c’è traccia, quindi significa che è sufficiente l’igienizzazione delle mani e naturalmente l’uso corretto della mascherina. E questo vale per tutti gli uffici pubblici”.

E nei bar o ristoranti cosa accade? “Io ho scaricato la app sul cellulare – dice Walter Botto nel suo bar sotto i portici di piazza Duomo alternandosi col figlio a quello di piazza Pasi – ma lo scanner al momento non rientra tra le priorità. Lavoriamo all’esterno, nei plateatici, finché il tempo lo consentirà poi valuteremo il da farsi. Certamente l’estate non è delle migliori da questo punto di vista ma non possiamo essere controllori di tutto. La gente adesso è veramente stanca di norme, regole, disposizioni, verifiche. Un tempo avevamo anche l’obbligo della visita medica annuale, titolari e dipendenti, ora non serve più, come al personale non serve neppure la vaccinazione mentre permane l’obbligo della mascherina. Si rischia davvero un surplus di caos di cui non abbiamo bisogno”:

Gianluca Facchinelli, al Bar Olimpia di via Belenzani, mostra la app di verifica sul suo smartphone, che avvicina a quello di un cliente seduto all’esterno: “Facciamo una prova ma qui fuori non serve; dentro al momento non entra ancora nessuno, tranne che in occasione di qualche appuntamento olimpico di rilievo ed in quel caso facciamo il controllo. Ma non è compito nostro essere tutori della salute pubblica, la necessità è quella di lavorare sì ma senza il timore di incorrere in sanzioni perché non abbiamo tutelato a sufficienza”.

Fra le novità, l’ordinanza di Fugatti dà mandato al Dipartimento provinciale di protezione civile ed all’Azienda provinciale per i Servizi sanitari di acquistare dispositivi di verifica della certificazione verde Covid-19, che si affianchino all'applicazione mobile su app prevista a livello statale.

Sul fronte delicato e contestato dei controlli, la scorsa settimana Fugatti aveva spiegato che sarà possibile installare un lettore informatico di green pass all’ingresso dei locali e negli uffici pubblici trentini, evitando così le difficoltà di procedere a controlli tramite il personale. Precisando che la certificazione è richiesta, “limitatamente alle attività al chiuso”, nelle piscine, nelle palestre, per sport di squadra, centri benessere (anche all'interno di strutture ricettive), centri natatori. Vengono inoltre introdotte alcune semplificazioni, ad esempio per snellire l’organizzazione di eventi o attività in luoghi ampi e non confinati e precisazioni, come quelle sui concorsi pubblici o rivolte a coloro che svolgono professione o attività di volontariato; confermate infine le misure già in essere per i rifugi alpini ed escursionistici, in quanto compatibili con l'attuale situazione epidemiologica.

“Sul fronte poi dei controlli, l’obiettivo è quello di individuare, accanto alla App prevista a livello nazionale, altri strumenti che consentano di verificare il possesso della certificazione verde Covid-19, al fine di collocarli al più presto nei luoghi pubblici" , avevano commentato il presidente Fugatti e l’assessore Failoni.