SANITA'

Gli infermieri: «Saltiamo ferie e riposi per i pazienti» 

L’allarme dell’ordine professionale: «Con l’estate è esploso il problema degli organici, ritmi insostenibili per riuscire a garantire i servizi sanitari. Non c’è recupero psico-fisico, ne va della nostra dignità e dei diritti dei malati»

di Andrea Selva

TRENTO. «Con l’estate è esploso ancora una volta il problema degli organici di infermieri e personale di supporto (Oss) tanto che per garantire l’assistenza sanitaria ma anche i diritti contrattuali come ferie, congedi e aspettative si richiedono sacrifici al personale che resta al lavoro con ritmi spesso insostenibili. Senza contare che le assunzioni dalle graduatori disponibili in Azienda sanitaria pare vadano a rilento». L’allarme arriva dagli infermieri trentini che ieri hanno fatto il punto della situazione dopo che già il sindacato Uil Sanità, l’altro giorno, aveva lanciato l’allarme per la situazione degli infermieri all’ospedale Santa Chiara.

Due appelli in due mesi

Non è la prima volta che gli infermieri trentini lanciano l’allarme per le carenze di organico. Era già accaduto nel giugno scorso quando avevano presentato una relazione dettagliata alla quarta commissione permanente del consiglio provinciale. E ora - nuovamente - chiedono alla Provincia di intervenire “per garantire la dignità dei lavoratori, ma anche la qualità dei servizi ai pazienti e quindi i diritti dei cittadini” come spiega il presidente della categoria, Daniel Pedrotti, che ieri ha preso posizione a nome di tutto il consiglio direttivo dell’ordine, dopo un incontro convocato sul tema.

Ritmi forzati

«Nella situazione attuale gli infermieri e il personale di supporto sostengono carichi di lavoro elevatissimi che non consentono un recupero psico-fisico, con evidenti ricadute sul benessere lavorativo e (come è evidente nella letteratura) sulla sicurezza e sulla qualità delle cure de dell’assistenza» sostengono gli infermieri trentini. Per garantire il servizio in questi giorni in molti reparti è necessario ricorrere a “misure compensative come ore di lavoro straordinario, prestazioni orarie aggiuntive, riduzione dei riposi, sospensione delle ferie programmate e impossibilità di partecipare a corsi di formazione”.

Pochi anche nelle Rsa

Mentre la Uil sanità sottolineava le difficoltà all’interno di vari reparti del Santa Chiara, l’ordine evidenzia che il problema è presente anche nelle Rsa, dove i numeri sono più ridotti e dove i problemi e le esigenze dei pazienti sono sempre più complessi da affrontare. L’ordine degli infermieri ha comunque rinnovato la propria disponibilità a un confronto con l’assessora Stefania Segnana per individuare “misure a breve e lungo termine a tutela della dignità della professione e dei diritti dei cittadini a cure sicure e di qualità”.