Fusioni, oggi al voto 55 Comuni
I referendum validi solo se si raggiungerà il quorum del 40%. Nasceranno 19 nuove amministrazioni
TRENTO. Fusione dei Comuni: l’ora della verità. Oggi sono chiamati al voto 45.783 residenti in quei Comuni che hanno indetto i referendum per arrivare all’accorpamento dei consigli comunali e, di conseguenza, delle cariche ai vertici: un altro modo per risparmiare, in tempo di contenimento della spesa. Sono 19 i referendum che si svolgono oggi, nella sola giornata di oggi, con i seggi aperti dalle 8 alle 21. Consultazioni che sono il risultato dei processi di fusione avviati dalle amministrazioni comunali, che pasano così da 208 a 172. Per essere validi, però, in ogni comune dovrà votare almeno il 40% degli aventi diritto al voto e le fusioni avverranno solo se la maggioranza dei voti saranno per il sì, ovviamente.
La fusione dei Comuni potrà permettere alle aministrazioni coinvolte di evitare i tagli dei contributi al 50 per cento per la parte corrente, mentre i tagli per gli investimenti saranno definitivi. L’esito positivo dei referendum consentirà di ottenere i contributi regionali previsti finora, ovvero di avere aiuti sugli investienti per un periodo di dieci anni e finanziamenti sulla spesa corrente per 20 anni. Se i referendum non approveranno la fusione, ci sarà l’obbligo di cercare gestioni associate per i servizi come l’urbanistica, le tasse, la programmazione finanziaria.
Per chi non ha avviato il processo di fusione, c’è la possibilità di avviarne uno, con almeno altri due Comuni, entro il 10 novembre.
I referendum indetti riguardano i seguenti processi di fusione: Albiano Lona Lases, mediante la fusione dei comuni di Albiano e Lona Lases; Altavalle, mediante la fusione dei comuni di Faver, Valda, Grumes e Grauno; Altopiano della Vigolana, mediante la fusione dei comuni di Bosentino, Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa San Nicolò; Amblar-Don, mediante la fusione dei comuni di Amblar e Don;Borgo Chiese, mediante la fusione dei comuni di Brione, Cimego e Condino; Borgo Lares, mediante la fusione dei comuni di Bolbeno e Zuclo; Castel Ivano, mediante la fusione dei comuni di Strigno, Spera e Villa Agnedo; Cembra Lisignago, mediante la fusione dei comuni di Cembra e Lisignago; Civezzano Fornace, mediante la fusione dei comuni di Civezzano e Fornace; Madruzzo, mediante la fusione dei comuni di Calavino e Lasino; Porte di Rendena, mediante la fusione dei comuni di Villa Rendena, Vigo Rendena e Darè; Primiero San Martino di Castrozza, mediante la fusione dei comuni di Fiera di Primiero, Tonadico, Transacqua e Siror; Tesino, mediante la fusione dei comuni di Pieve Tesino, Castel Tesino e Cinte Tesino; Rendena Terme, mediante la fusione dei comuni di Caderzone Terme, Bocenago e Strembo;Tre Ville, mediante la fusione dei comuni di Ragoli, Preore e Montagne; Vallelaghi, mediante la fusione dei comuni di Terlago, Vezzano e Padergnone; Ville d'Anaunia, mediante la fusione dei comuni di Tuenno, Nanno e Tassullo; Sella Giudicarie, mediante la fusione dei comuni di Breguzzo, Bondo, Lardaro e Roncone; Contà, mediante la fusione dei comuni di Cunevo, Flavon e Terres.
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