Fratelli e alpini, penne nere per passione

Claudio e Anna di Tesero accomunati dalla stessa, irresistibile «chiamata» per la divisa e la vita militare


di Luigi Carretta


TRENTO. Alpino per passione, si dice. Alpino perché lo era il padre, e prima di lui il nonno che magari proprio sulle montagne della nostra provincia ha combattuto.

Da sempre Trento è alpina, lo testimonia il gran numero di iscritti ai gruppi e le attività che svolge la sezione, con i suoi gruppi e i suoi nuclei di protezione civile, i Nuvola. Nelle valli del Trentino abbondano le famiglie alpine, e non è raro trovare ben tre generazioni che hanno indossato il cappello con la penna. Era l’adempimento di un dovere, quello della leva, che molto spesso è divenuto negli anni costume e tradizione. E oggi, con la sospensione della leva e il servizio volontario sono comunque tradizioni familiari che si ritrovano, e che talvolta sono così forti da coinvolgere tutta la famiglia.

Ne sanno qualcosa a casa Piazzi, a Tesero, dove in famiglia contano ben due figli negli alpini, ma con una particolarità : sono infatti due fratelli, maschio e femmina, un dettaglio che sino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile trovare nelle nostre forze armate. Per primo ha cominciato Claudio, ormai Caporal Maggiore Scelto in forza al 7° Reggimento Alpini di Belluno.

Con questo reparto Claudio ha già avuto occasione di partecipare a più di una missione all’estero, prima in Bosnia, poi in Kosovo ed infine in Afghanistan, martoriata terra nella quale è stato già due volte, di cui una a Kabul. A breve per lui si prospetta inoltre l’avvio di una nuova missione, sempre in territorio afghano, dove gli alpini sono impegnati da anni in supporto alle popolazioni. Comunque quella di Claudio è una passione per la montagna a tutto tondo, visto che a Belluno, quando non è impegnato in missione, svolge l’attività di istruttore di sci e di roccia. “Faccio parte del plotone alpieri” - tiene a precisare non senza orgoglio - e non ho fatto la missione del 2010-2011 perché ero impegnato ad Aosta nell’addestramento”.

Gli alpieri, va detto, sono una piccola unità presente in ogni reparto alpino, in pratica dei veri e propri “apripista” quando il reparto deve scalare una parete o seguire un sentiero in quota. La seconda ad arruolarsi è stata invece Anna, 24 anni, che ha iniziato nel 2009 per un anno presso il 6° reggimento Alpini di Brunico, anni che sono poi diventati due con la successiva rafferma, poi è andata in congedo e attualmente è tornata in servizio presso il Comando Regionale dell’Esercito di Trento per un periodo di richiamo. “Intanto aspetto anche l’esito del concorso per VFP 4, per potere rientrare eventualmente per un ulteriore periodo di ferma quadriennale”. Se il fratello è in servizio permanente nell’esercito, Anna infatti non ha certo abbandonato l’idea di rientrarci. A Brunico ha anche fatto l’istruttrice per i partecipanti alla mini-naja. Appassionata alla vita militare, punta comunque a diventare un ufficiale dell’esercito, partecipando al concorso per potere entrare all’Accademia di Modena, il prestigioso istituto dove si formano i quadri delle nostre forze armate “è un concorso assai impegnativo, racconta, dove la selezione è massima e i posti, rispetto al numero di partecipanti, davvero ridotto”.













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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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