Forza Italia e i giovani, sfida a rischio

L’addio di Manuali, squadra di volti nuovi. Bezzi: «Il risultato sarà quello che sarà, ma dopo 20 anni serviva rinnovare»



TRENTO. Il nuovo corso di Forza Italia è già nel capolista scelto per guidare la lista per il consiglio comunale: Cristian Zanetti, 35 anni, imprenditore nel settore immobiliare, coordinatore dei Giovani del partito che negli ultimi tempi partecipa a tutta l’attività che conta degli azzurri, vertici elettorali compresi. Dietro di lui altri 30 nomi, quasi tutti sconosciuti fatta eccezione per qualche esponente storico dei berlusconiani in città, l’ingegner Mario Basile, 85enne paladino della battaglia anti graffiti e già consigliere circoscrizionale a San Giuseppe, e Aldino Chiampan, 71 anni, consigliere circoscrizionale del Centro storico-Piedicastello.

La scelta forte di queste elezioni comunali è stata di presentare una lista completamente rinnovata: solo 31 i nomi in campo (meno dei 40 posti a disposizione), età media 44 anni. Ne fanno parte imprenditori, commercianti, albergatori, pubblici esercenti, liberi professionisti, la base storica di Forza Italia, ma ci sono anche commessi e impiegati. Non c’è invece Giorgio Manuali, nome simbolo dei berlusconiani in Trentino fin dalla fondazione del partito e consigliere comunale da tre legislature: se n’è andato in dissenso con la scelta di Claudio Cia come candidato sindaco, e con lui ha sbattuto la porta anche l’altra consigliera uscente, la pasionaria Gabriella Maffioletti. Due fuoriuscite che hanno fatto fibrillare il partito.

Giacomo Bezzi, consigliere provinciale e regista del nuovo corso, è però convinto che questi addii non peseranno troppo: «Ci sono momenti dove un partito deve rinnovarsi e dopo vent’anni noi l’abbiamo fatto. Vogliamo portare in consiglio dei giovani, è un investimento per il futuro. Il risultato sarà quello che sarà, ne siamo consapevoli, ma c’è entusiasmo e noi speriamo che il nostro elettorato premi questo sforzo».

A pesare sulla scommessa sarà piuttosto, secondo Bezzi, la crisi che Forza Italia sta vivendo a livello nazionale: «Dopo le regionali bisognerà per forza trovare la strada per rilanciare il campo moderato insieme alla Lega». Ma i moderati con Matteo Salvini non sono una contraddizione? «Salvini è estremista sull’immigrazione, ma sul resto - il lavoro, le imprese, la difesa delle partite Iva, le pensioni - il suo è un programma di centrodestra. E il centrodestra non è mai stato sconfitto alle urne, ma solo da operazioni diaboliche di un presidente della Repubblica».

Sarà, secondo Bezzi, una Forza Italia anche «molto autonomista». E chissà che alla fine non sia il terreno amministrativo, prima di quello provinciale, a testare nuove convergenze con un Patt che ambisce a diventare il secondo partito in città.

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