politica e giustizia

Firme irregolari, chiesto il processo per gli esponenti di Forza Italia

La procura ha firmato la richiesta nei confronti di Bezzi, Cia, Gerosa e Giuliana. Il caso riguarda il partito alle comunali di Trento



TRENTO. Richiesta di rinvio a giudizio per quattro. Così ha deciso la procura sulla vicenda delle presunte irregolarità nella raccolta delle firme a sostegno della lista di Forza Italia per le elezioni comunali del 10 maggio scorso. E i quattro che compariranno davanti al giudice per l’udienza preliminare il prossimo 18 febbraio sono Giacomo Bezzi, Claudio Cia, Emilio Giuliana e Francesca Gerosa. Firme che sarebbero state raccolte da Cia, Giuliana e Gerosa in luoghi diversi rispetto al gazebo di via Carducci e non alla presenza di Bezzi che, in qualità di consigliere provinciale e regionale, avrebbe dovuto autenticarle.

Quindi Bezzi viene accusato di aver autenticato falsamente che le firme erano stato apposte in suo presenza. E gli altri tre di aver raccolto le firme e poi di averle fatte autenticare in un secondo momento del consigliere provinciale. Il tutto - questa è l’ipotesi che viene portata avanti dalla procura nell’inchiesta affidata agli agenti della polizia locale e coordinata dal procuratore capo Giuseppe Amato e dal sostituto Davide Ognibene - in concorso fra di loro.

Sul totale delle firme raccolte sarebbero solo 38 quelle che sono finite sotto la lente d’ingrandimento della procura. Due le avrebbe raccolte Gerosa lontano dal gazebo di largo Carducci dove era assicurata la presenza di Bezzi e comunque non in presenza del consigliere provinciale.

Emilio Giuliana, che non era nemmeno candidato, per la Procura di Trento, avrebbe raccolto almeno otto firme senza la presenza di Bezzi mentre sarebbero ben 22 le firme raccolte in altro contesto rispetto a quello delle liste delle comunali del 2015. Firme, queste 22, che non sono state riconosciute come proprie dalle persone registrate sui fogli della raccolta di Forza Italia. Per quanto riguarda Cia, infine, le firme raccolte non seguendo la procedura prevista dalla legge sarebbero sei.

A dare il via agli accertamenti della procura è stato Aldo Rossi all’epoca vice coordinatore regionale di Forza Italia con delega ai Club. Era l'8 aprile scorso, quando Rossi aveva presentato alla segreteria generale del Comune un’ esposto di «presunte irregolarità formali nella preparazione e formalizzazione della lista di Forza Italia sulla base - denunciava - di segnalazioni pervenutegli. Una segnalazione in cui veniva messa in dubbio la presenza «di Giacomo Bezzi o anche di altri che operassero come pubblico ufficiale, al momento della raccolta di un certo numero di firme».

Dalla segnalazione è quindi partita l’indagine che la procura ha affidato agli agenti della pg della polizia locale. Ci sono stati degli interrogatori e la raccolta di materiale di vario tipo che ha portato la procura alla richiesta di rinvio a giudizio.

I quattro politici trentini coinvolti nella vicenda si sono sempre dichiarati estranei ai fatti che vengono loro contestati.













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