Ferragosto, latitano le prenotazioni

Pinzolo, dopo il pienone per l’Inter, gli albergatori preoccupati: «Finora i turisti ci sono, ma ad agosto non sappiamo»


di Ettore Zini


PINZOLO. Ore 17.58. Corso Trento, il viale principale di Pinzolo. E’ l’ora dell’aperitivo. Marciapiedi semi deserti, bar mezzi vuoti. Negozi idem. Non sembra fine luglio. L’Inter è già acqua passata. I nerazzurri hanno movimentato per una settimana la stagione turistica. Ma, non c’è stata la ressa, come lo scorso anno. Quando, per trovare una stanza, bisognava arrivare fino a Campiglio o scendere a fondo valle. Con i pullman dei tifosi che facevano la spola per gli allenamenti. Di movimento ce n’è stato. Cinquemila persone al giorno, 2.500 agli allenamenti. Parola di Mauro Ferrara, responsabile del ritiro. Non solo per gli appassionati del clan nerazzurro dei tempi d’oro. Quello degli Herrera, dei Facchetti e dei Mariolino Corso. La squadra ha mantenuto intatto il suo fascino. E, come si dice in gergo, fa cassetta. La località ne ha beneficiato, alla grande. La settimana dell’Inter è stata la più piena del mese. Ne hanno guadagnato quasi tutti. Bar, ristoranti, negozi. E se durante il ritiro, i giocatori si fossero spesi un po’ di più tra la gente, forse, sarebbe andata anche meglio. Un po’ meno per gli alberghi,che hanno subito una flessione. Sulle percentuali nessuno si sbilancia. Tutti dicono, però, che l’esperimento è da ripetere. «Ma non per riempire gli alberghi – è il parere di Giafranco Bonapace, Hotel Pinzolo – le squadre si ospitano per l’immagine, e per i riscontri mediatici». Già presidente delle Funivie negli anni 90, del ritiro è entusiasta. Anche se pesa nelle tasche degli albergatori in promozione, quasi 100 euro a posto letto. Un albergo con 60/70 posti di euro, ne sborsa 7.000. Non poco, di questi tempi. Che l’Apt, vorrebbe crescere di un 30%, per recupero Irap. Sul ritiro dunque non si discute. I pareri sono unanimi.

I volti diventano più corrucciati quando si parla di presenze. Per Bonapace la stagione è di quelle da dimenticare. A preoccupare è soprattutto l’agosto. «I cali – afferma – sono ben superiori al 20/30%. Ma il guaio sono le prenotazioni, che non ci sono. Bisogna ripensare il modo di porsi alla clientela». Agosto dunque è un’incognita. Vede meno nero Luca Bonapace, Albergo Corona. «I conti – dice – bisogna farli alla fine. Lo scorso anno eravamo ugualmente preoccupati. Poi il risultato è stato positivo. Il calo c’è. Ma rispecchia il trend nazionale». Dalle spiagge non vengono notizie esaltanti. Ma in montagna è peggio. Lo dice senza mezzi termini Cecilia Maffei, presidente dell’Asat di Pinzolo (Albergatori), hotel Canada, un quattro stelle da 160 posti. La incontriamo alla reception. Sta preparando le offerte last-minute, per il ferragosto. «Finora – dice – s’è lavorato. Anche la prossima settimana abbiamo gente. In flessione ci sono le prime settimane d’agosto. Ma, per il clou della stagione, il deserto». I telefoni non squillano. E il tradizionale pienone, con il tutto esaurito della settimana del 15, bisogna scordarselo. Un po’ la paura della crisi. Un po’ il potere d’acquisto delle famiglie. Sta di fatto che l’agosto rendenese, è da brividi. Da loden del presidente del Consiglio e la sua spending review. Ne sanno qualcosa anche all’hotel Bellavista a Giustino. 120 posti letto. Fine luglio: 50 presenze. Per Tiziana Ballardini, hotel Wanda, il lavoro c’è. Ma con i pensionati: bisogna tenerseli buoni.













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