«Farò uno show anti-X Factor»

Walter Gerola: ora voglio promuovere l'«altra» musica italiana


Giuliano Lott


ROVERETO. Un riscontro così, Walter Gerola non se lo aspettava proprio. Dopo il battibecco con Morgan e Simona Ventura sul palco di X Factor sono fioccate le telefonate di amici, conoscenti e sconosciuti. «Erano d'accordo con me, con quello che ho detto. Si sono complimentati per il coraggio. E parlando mi hanno spinto a organizzare uno show contro X Factor».

In realtà Gerola, riguardandosi e ripensando a ciò che è accaduto venerdì a Trento alle selezioni per il talent-show, non è contento di sè. «Lì per lì non sono riuscito a esprimere ciò che avevo dentro. Mi dispiace molto, qualcuno può aver pensato che sono solo un disperato che cerca lavoro, ma non è così. Quello che è emerso dalle interviste del giorno dopo mi ha rappresentato meglio, chi le ha lette si è trovato in sintonia con quello che penso su questo genere di spettacoli». E l'hanno convinta a organizzare l'anti-X Factor? «In realtà non voglio cercare una contrapposizione a tutti i costi, ma l'occasione di dare risalto a quello in cui credo, approfittando di questo piccolo squarcio di pubblicità gratuita è in effetti ghiotta».

Dunque il dado è tratto, che farete alla prima sera di X Factor? «L'idea è di organizzare una serata in un locale, forse a Volano, per far suonare i gruppi e gli artisti che producono musica propria. Niente cover, solo brani originali in repertorio. Vogliamo promuovere chi cerca di fare qualcosa di nuovo».

Insomma, la "boutade" ai provini, anzichè smorzare gli entuasiasmi, ha dato la stura a una gran voglia di fare. «Il fatto è che lo standard di X Factor ha creato un livellamento, una sorta di omologazione, che è troppo angusta per chi fa arte e musica. Premia solo un segmento della musica che si produce in Italia. Non sono il solo a pensarla così. Tempo fa ho sentito Enrico Ruggeri fare considerazioni simili: Battiato, Vasco Rossi e persino Ligabue oggi non passerebbero le selezioni di X Factor. I parametri che i talent show considerano significativi sono relativi alla sola trasmissione».

E' legittimo che la produzione scelga degli standard, chi non si adegua o non ha i numeri resta fuori. Succede in molti campi lavorativi, mica solo a X Factor. «Non sarebbe un problema, infatti, se non fosse che oggi X Factor, e la televisione in genere, rappresentano l'unica possibilità di accesso alla notorietà. Oggi non si va da nessuna parte con i concerti, bisogna passare dalla tv. E' per questo che X Factor ha delle responsabilità anche per quello che riguarda il panorama musicale italiano. Perchè impone uno schema, un canovaccio che penalizza chi tenta strade diverse».  Allora che si fa? Un contro-show? «Noi ci proveremo. Io con il mio gruppo, e chi ci sta. Per chi vuole contribuire con idee o aiuto nell'organizzazione, basta chiamarmi al telefono. Il numero è 380/7580649».













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