E il Trentino scopre di essere maschilista
Nei consigli comunali al massimo il 20 per cento di donne. L’altra metà del cielo ha avuto il suo risultato migliore a Trento con 8 elette. Due mirano alla giunta
TRENTO. Il Trentino non brilla certo per femminismo, almeno a giudicare dalle elezioni comunali di domenica. Le donne elette sono rare, molto rare. A giudicare dai risultati, l’altra metà del cielo non viene proprio considerata. Sono moltissimi i consigli comunali in cui le donne sono mosche bianche. E anche le giunte rischiano di essere tutte, o quasi, al maschile. A Trento, su 40 consiglieri comunali, le donne sono appena 8, ovvero il 20 per cento. Un risultato molto magro che, però, spicca rispetto ai consigli comunali dei principali centri del Trentino in cui la percentuale di donne è ancora inferiore. Nel capoluogo, però, il record delle preferenze appartiene proprio a una donna, l’assessora uscente Maria Chiara Franzoia che ha ottenuto ben 865 voti nella lista del Pd. Un bel successo per lei che si appresta a tornare in giunta. E’ stata eletta anche Antonia Romano, che era candidata alla poltrona di sindaco per la lista L’altra Trento a sinistra che ha ottenuto il 4,7 per cento dei voti. Buon risultato anche per Elisabetta Bozzarelli, segretaria del Pd cittadino, che ha avuto 501 preferenze e può anche ambire a un posto in giunta. Più indietro, sempre nella lista del Pd, Roberta Zalla, che ha avuto 359 preferenze, e Roberta Calza, per lei 291 voti. Bene anche Lucia Coppola, capolista dei Verdi, che ha preso 231 preferenze, e Marianna Demattè, capolista dei 5 Stelle, che è stata scelta da 249 elettori.
A Trento, il sindaco Alessandro Andreatta non fa mistero di voler assicurare una presenza consistente delle donne in giunta. L’esecutivo cittadino secondo la legge regionale sarà formato da 7 assessori più il sindaco. L’intento di Andreatta è quello di nominare due assessore. Certo, la percentuale di donne è comunque molto lontana dalla parità. Le donne comunque si fermano a poco più del 20 per cento. Comunque ci sono molte liste, come il Patt, la Civica e il Cantiere Civico, che non hanno neanche una donna tra gli eletti.
E in provincia va anche peggio. A Cles le consigliere comunali sono appena due ed entrambe del Pd. La prima è Maria Pia Flaim, la sindaca uscente che è stata battuta al primo turno da Ruggero Mucchi. La seconda donna è Carmen Noldin.
A Dro va leggermente meglio con quattro consigliere. Si tratta della candidata sindaca Cinzia Lucin e di Marina Malacarne, Ginetta Santoni e Michela Calzà.
A Pergine su 22 consiglieri, solo 4 sono donne, meno del 20 per cento. Sono Donata Soppelsa, Maria Tedesco, Daniela Casagrande, Marina Taffara.
A Riva del Garda, con 5 donne, si va leggermente meglio.Si tratta di Franca Bazzanella, Renza Bollettin, Maria Flavia Brunelli, Lucia Gatti e Mirella Serafini.