Don Renner: «Io, viaggiatore indignato»

Il teologo ha firmato il nostro appello: assurdo sopprimere i treni


Riccardo Valletti


TRENTO. Si definisce «un utente indignato» e accusa di scarsa lungimiranza chi ha preso la decisione di tagliare le tratte ferroviarie da e per il Trentino Alto Adige. Il teologo don Paul Renner, tra i firmatari dell'appello sul sito del nostro quotidiano www.giornaletrentino.it, non lesina le critiche, sia per il servizio ferroviario locale, abbandonato a se stesso e dimenticato, sia per la noncuranza con cui è stata messa una pietra sui collegamenti nazionali.  Don Renner, lei ha firmato l'appello dell'Trentino, cosa pensa di quello che sta succedendo in Trenitalia nei confronti della nostra regione? Mi sembra pura e semplice stupidità, i treni soppressi erano necessari. Mentre tutto il resto del mondo civilizzato rafforza i servizi ferroviari, qui i treni spariscono; io ho viaggiato per anni col notturno delle 1,06 per Roma, arrivavo la mattina in orario per fare tutto, ora non posso più farlo. Anche per Milano è diventato impossibile, conviene prendere l'auto, e questo la dice già lunga su come funzionano le cose in Italia. Mi domando a cosa serve ormai il traforo del Brennero, anche verso nord hanno fatto tagli, ci faranno passare i pullman?  I vertici Trenitalia dicono che i treni si possono sostituire con voli low-cost. Non è affatto vero, viaggiare in aereo da Bolzano costa tantissimo, la gente preferisce andare a Verona in auto e prendere l'aereo da lì, e le cose non cambieranno con la pista più lunga, è ora di ammettere che il nostro è un piccolo aeroporto di provincia. La finanziaria impone tagli da tutte le parti, siamo tutti chiamati a un sostanzioso risparmio, e poi ci tolgono l'unico modo per viaggiare spendendo poco e senza inquinare, è una vera ingiustizia, quelli che hanno fatto questa scelta meriterebbero la scomunica.  Intanto prosegue la raccolta di firme in calce all'appello che invita Moretti, Dellai e Durnwalder a rivedere la soppressione dei treni a lunga percorrenza, garantendo che Trento e Bolzano non siano tagliate fuori dalle principali direttive nazionali. A ieri le firme raccolte su www.giornaletrentino.it erano ben 1.568.

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