Divina: «L’elettorato della Lega è disilluso»

Il senatore commenta la sconfitta delle amministrative e chiede a Bossi e Maroni di fare squadra


di Luca Pianesi


TRENTO. La Lega Nord sta crollando nei sondaggi nazionali, da mesi è in una crisi profonda che l’ha vista attraversare anche uno scandalo dei finanziamenti e il totale rinnovo della classe dirigente e lunedì, alle ultime amministrative, ha perso anche le roccaforti di Vicenza (dove è passa dal 15,1% delle politiche al 4,6) e Treviso (dove era al 15,4% e, nonostante Gentilini, ha chiuso con l’8,3%). Dietro la crisi della Lega, per il senatore Sergio Divina, ci sono il disincanto di un elettorato che aveva riposto grandi speranze nel movimento di Umberto Bossi e le divisioni interne tra il fondatore del partito e l'attuale segretario, Roberto Maroni.

Divina, cos’è successo in queste ultime elezioni?

In questi ultimi tempi abbiamo dato il sangue prima ai grillini e poi all'astensionismo. I nostri voti sono finiti, a febbraio, al Movimento 5 Stelle e, in questa ultima tornata di comunali, al grande “partito” dell’astensione.

Alle politiche del 2008 la Lega, su scala nazionale, aveva preso l’8,06% dei consensi. Gli ultimi sondaggi vi danno a un 3,9%. Perché questa emorragia di voti?

Stiamo pagando, probabilmente, la disillusione di parte del nostro elettorato che aveva creduto molto nei nostri programmi di riforma dello Stato e nel federalismo. I cittadini avevano sperato che sgonfiassimo l'autorità centrale e deburocratizzassimo la macchina dello Stato, per sposare risorse e competenze più vicino ai cittadini e alle famiglie, nelle città e nelle periferie. E anche se alcune cose sono state avviate e ci siamo battuti per realizzare quanto promesso, la percezione è quella che non ce l'abbiamo fatta. Abbiamo perso di affidabilità e concretezza.

Le lotte intestine tra Bossi e Maroni hanno influito?

Sicuramente, anche se questo arretramento nei voti non è dovuto solo a quello. Ma è innegabile che abbiamo all’interno due anime che si stanno confrontando. Da una parte ci sono quelli legati a Bossi che rinfacciano ai nuovi che loro prendevano più voti; dall'altra i maroniani che ricordano come hanno dovuto fare pulizia per salvare il partito. Ma se non si rema tutti nella stessa direzione, o peggio, se qualcuno spinge addirittura nel senso opposto, non si va da nessuna parte.

Cosa farete per ripartire?

Io non ero nel cerchio magico di prima e non sono nel cerchio magico di adesso. Sono libero, ma abbastanza anziano per non permettere che tutto si sfaldi e che venga distrutto questo partito, che aveva rappresentato, per tanti, una speranza di riforma e di rilancio del Paese. Bisogna trovare una sintesi e fare una pace interna, per il bene del partito.













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