Dellai, un movimento nazionale per le elezioni politiche 2013

Il governatore lavora ad un progetto politico territoriale che parta dalle regioni alpine


di Chiara Bert


TRENTO. Una confederazione di partiti territoriali partendo dall’arco alpino. Un nuovo movimento politico transregionale che va dalla Val d’Aosta al Friuli, passando per Lombardia, Trentino e Veneto. Un asse del nord che superi l’attuale quadro dei partiti in profonda crisi per esercitare un’influenza nazionale, in campo riformista, a fianco del Pd.

Ecco il nuovo progetto politico a cui sta lavorando Lorenzo Dellai. Un’iniziativa che nasce in un momento di profondi sommovimenti dentro i partiti e che vede il governatore trentino determinato a giocare un ruolo di primo piano in vista delle elezioni nazionali che - salvo sorprese - si svolgeranno tra un anno.

Dellai del resto ha fatto della nascita di nuovi partiti - la Margherita prima, l’Unione per il Trentino poi - la cifra della sua esperienza politica. Oggi, rapidamente archiviata l’infelice esperienza con l’Api di Rutelli, si è aperta una nuova fase, a cui i vertici dell’Upt stanno lavorando da mesi tessendo contatti e alleanze. Da un lato c’è il progetto da sempre accarezzato di andare oltre l’Unione, costruendo quella dimensione “territoriale” che il presidente della Provincia ha rilanciato anche due mesi fa al congresso del suo partito. Dall’altra c’è l’esigenza, per Dellai, di pensare al proprio futuro politico ora che l’esperienza quindicennale di governatore si avvia a conclusione. Un futuro che si deciderà nel 2013, con le candidature al parlamento, quando Dellai potrebbe essere uno degli esponenti di spicco del nuovo movimento ad approdare a Roma.

La piattaforma. Verosimilmente ci sono ancora sei mesi di tempo, prima di dover pensare alle liste, per costruire una piattaforma politica da presentare alle elezioni. L’attivismo di Dellai e dei maggiorenti dell’Upt sul territorio è servito a gettare le basi per un’iniziativa comune. Incontri, serate, contatti. Con l’Alpe dell’amico Roberto Louvin in valle d’Aosta, con il movimento “Verso Nord” dell’ex sindaco di Venezia Cacciari, Fistarol e Bortolussi (Cgia di Mestre), l’associazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, l’europarlamentare del Pd Gianluca Susta e altri democratici scontenti, ma anche ex leghisti delusi come l’ex parlamentare e assessore regionale in Lombardia Alessandro Cè.

Non ci sono solo le autonomie speciali, il nuovo movimento vuole rilanciare la questione settentrionale partendo dai territori. I vecchi partiti - è l’analisi - non sono più in grado di farlo, travolti da una crisi di credibilità e consensi, occorre superare la loro visione centralistica dei problemi. L’asse del Nord Berlusconi-Bossi, che per quasi vent’anni è stata il cardine del sistema politico, è saltato. La Lega è stata travolta dallo scandalo dei fondi elettorali. I due principali partiti, Pd e Pdl, si ritrovano ad appoggiare lo stesso governo dei tecnici rischiando ciascuno di perdere consensi nella propria base. Mentre crescono l’astensionismo e l’antipolitica intercettata in primis dal movimento di Beppe Grillo. «Siamo di fronte ad un quadro politico che ha subito un’accelerazione improvvisa, con colpi di scena per molti versi inaspettati», osserva un esponente di spicco dell’Upt.

Le elezioni amministrative di oggi e domani molto potranno dire sullo stato di salute dei partiti e delle coalizioni come le abbiamo fin qui conosciute, condizionandone fortemente le prossime mosse. Il nuovo movimento di Dellai (circola già un possibile nome, «Autonomie per l’Italia») ripartirebbe da qui. Soggetto però ad una grande incognita: la legge elettorale con cui si voterà l’anno prossimo. Se si andrà in direzione della bozza Alfano-Bersani-Casini - un proporzionale corretto con collegi uninominali anche alla Camera che rimetterà al centro i partiti e i candidati - è evidente che il progetto politico transregionale avrebbe più fiato.

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