Dellai è in campo in Valsugana
L’onorevole dice sì ma sulla gestione dell’Upt è critico: «Perplesso non sul collegio, ma su come ci si è arrivati»
TRENTO. Ci ha riflettuto, a lungo, Lorenzo Dellai. Al termine ha detto sì all’Upt: correrà in Valsugana, alla Camera. Un collegio che il centrosinistra considera tutt’altro che una passeggiata nel parco: «Ma la mia riflessione non ha riguardato affatto il "dove" avrei potuto o non potuto candidare, ma il senso politico e di prospettiva delle decisioni che stavano maturando da parte del mio partito e della coalizione del centro sinistra autonomista» chiarisce l’onorevole ed ex presidente della Provincia.
Ma prima di proseguire con il ragionamento di Dellai va dato atto all’Upt di aver chiuso la questione sulle candidature e di averlo fatto votando quasi all’unanimità (un no ed un astenuto) la proposta portata ieri in coordinamento dalla commissione elettorale presieduta da Gianpiero Passamani: Dellai alla Camera a Pergine ed il segretario del partito Tiziano Mellarini a Rovereto, al Senato. Resta a casa il senatore uscente, quel Vittorio Fravezzi che paga (anche) l’esito di un congresso su cui il partito si era diviso. Dellai si schiererà anche sul listino bloccato di Scelta Civica, la formazione della ministra Lorenzin che suscita, anche nell’Upt, grossi dubbi sul superamento eventuale dello sbarranento del 3 per cento e che, perdipiù, ieri sembrava ai ferri corti con il segretario Dem, Matteo Renzi. Il partito ha detto «che Fravezzi sarà utilmente impiegato alle Provinciali» e che sulle quote rosa si può fare di più. Per ora le donne in lista, però, ce le debbono mettere gli altri partiti. Dellai è uomo da riflessioni profonde che, anche in questa occasione, dimostra di non temere il confronto. Anche se gli esiti non sono preconfezionati: «Ma siamo arrivati a questo passaggio senza un adeguato dibattito politico; non abbiamo reso conto di ciò che in questa legislatura e' stato fatto e men che meno di quello che vorremmo fare; abbiamo dato ai cittadini l'impressione di una pura disputa attorno ai posti. Ho cercato di suggerire qualche riflessione al riguardo, ma con scarso risultato» osserva.
E continua: «Adesso però, a poche ore dalla presentazione delle liste per le elezioni nazionali, tutti devono avvertire il dovere della responsabilità. La posta in gioco, per l'Italia e anche per la nostra Autonomia, non è di poco conto e va molto al di là dei torti e delle ragioni personali di ognuno. Dobbiamo difendere il percorso positivo che abbiamo compiuto in tutti questi anni e valorizzare la nostra comune volontà di continuare il cammino assieme. Su questa base si attende da tutti noi, nei prossimi quaranta giorni, una compattezza non di facciata, ma autentica e misurabile negli atteggiamenti, nello spirito e nei fatti». E da oggi Dellai dovrà iniziare la propria campagna elettorale. Senza paracadute, senza sapere chi - esattamente - sarà il suo compagno di viaggio.