Decine di telefonate per chiedere il test: «Psicosi collettiva» 

I consigli. L’Apss: «Non prendete d’assalto il pronto soccorso»  Iniziata e sospesa la partita delle hockeyste rivane nel padovano



Trento. Decine e decine di telefonate allarmate, da parte di persone che hanno paura di essere state contagiate e chiedono all’Azienda sanitaria di essere sottoposte dal test del coronavirus. Accade anche questo in Trentino, dove comincia a salire il livello della paura. «Ma facciamo attenzione agli inutili allarmismi» ha spiegato ieri Antonio Ferro, dirigente del servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria. «Perché non è assolutamente possibile (né utile) sottoporre a test tutte le persone».

«Un’altra cosa da evitare assolutamente è quella di correre al pronto soccorso ritenendo di avere i sintomi del virus» ha detto il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Paolo Bordon. «In quel modo potrebbe aumentare il rischio di contagiare altre persone. La procedura giusta è quella di contattare gli uffici sanitari che sono in grado di organizzare la migliore assistenza possibile sul territorio». Ieri al Pronto Soccorso del S.Chiara non sono stati rilevati accessi anomali.

Per far fronte alle tante chiamate che in questi giorni arrivano ai centralini di emergenza, l’Azienda sanitaria ha messo a disposizione tre professionisti - sempre reperibili - che possono rispondere al telefono. È comunque sempre attivo il numero del ministero - 1500 - aperto proprio per l’emergenza coronavirus, i cui operatori sono in grado di indirizzare le richieste di aiuto alle persone giuste sul territorio. Per quanto riguarda il 112 si tratta di un numero di emergenza che dovrebbe essere utilizzato, appunto, per le emergenze e non per le richieste di semplici informazioni. Un’altra cosa assolutamente inutile (ma che si è puntualmente verificata con l’esaurimento di tutte le scorte) è la corsa alla mascherina: «Non serve a nulla girare per la città con la mascherina - ha detto il dirigente della sanità Giancarlo Ruscitti - il contagio tra persone può avvenire solo a una distanza ravvicinata, inferiore al metro». Intanto ieri le ragazze under 14 dell’Hockey Riva erano a Ospitaletto Euganeo, zona di uno dei due focolai del virus nel padovano, per le finali nazionali: dopo alcune partite, il torneo è stato sospeso e le ragazze hanno fatto rientro a casa.

















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