De Laurentis: «Corro  da solo, al Trentino  serve un decisionista» 

L’ex presidente degli artigiani punta alla campagna sui social Su Fb ogni giorno il video “un minuto con#Tre” su un tema


di Sandra Mattei


TRENTO. «Ogni giorno posto sul profilo Facebook della lista - fa sapere il candidato presidente Roberto De Laurentis - un video “un minuto con #Tre”, su un argomento diverso. Pensavo di mettere anche quello con i miei cani, ma poi qualcuno potrebbe pensare ai “treccani”, allora ho desistito». È una corsa solitaria, quella di Roberto De Laurentis. E soprattutto giocata sul web. «Se non lo faccio io, che ho costruito un’azienda di programmi informatici», chiosa. E precisa: «Ho organizzato tutto da solo, pagando di tasca mia. Tutte le foto dei candidati si possono vedere sulla pagina Facebook, ed ognuno ha scelto un suo pensiero. A breve avrò i miei manifesti elettorali, in bianco e nero, dove batto i pugni perché il senso è “nessun compromesso”. Voglio che si capisca che sono un decisionista ed un perfezionista».

Quello che non gli manca è la coerenza. Per mesi ha affrontato riunioni e trattative estenuanti per costruire un polo alternativo alla destra leghista, che doveva essere l’espressione dei civici con Valduga, Daldoss e Gios. Progetto che si è infranto di fronte a personalismi e voltagabbana. È così che Roberto De Laurentis ha deciso di scendere in campo alle provinciali con la propria lista “Tre”, che sta per tre concetti: territorialità, responsabilità, economia.

E alla domanda: di questo centrodestra, cosa non la convince? parte in quarta. «A loro interessava solo avere portatori d’acqua - ci va duro De Laurentis - ma delle idee che hai non interessa niente. Se vincono, ed ho miei dubbi, non si va da nessuna parte. Se perdono andranno in depressione, visto che sono così sicuri di farcela».

Roberto De Laurentis, 66 anni, imprenditore self made man dell’azienda di programmi per la logistica, la Sima software, dopo 36 anni l’ha venduta alla Zucchetti ed è più o meno in pensione. Certo, continua a seguire l’azienda, le cui azioni ha ceduto ai tre dipendenti che sono con lui da sempre, ma non nasconde che ora sarebbe il momento giusto per impegnarsi in politica anche se non è un neofita. In passato mi sono già candidato due volte per la carica di sindaco di Arco ed è stato consigliere comunale per 13 anni, nonché presidente dell’Associazione Artigiani per due mandati e al vertice della Fondazione della casa di riposo di Arco. «Faccio anche incontri - aggiunge De Laurentis - dove mi chiamano, nel Basso Sarca, soprattutto, ma anche nel resto del Trentino. Mi accompagnano, in questa avventura, persone con cui ho condiviso esperienze, come il ristoratore Flavio Biondo e l’imprenditore di Rovereto Paolo Ghedina. Ma ci sono anche giovani che mi hanno contattato, perché si riconoscevano nel mio programma».

«I temi? Quelli per i quali mi sono sempre battuto: la macchina provinciale che va riorganizzata, perché diventata inefficiente e costosa, con incarichi apicali inamovibili. Ci ricordiamo che l’appalto a Deloitte, finito sotto inchiesta, era finalizzato a rendere più efficiente l’organizzazione provinciale? Che fino ha fatto questo studio? Altro tema: la sanità, che ci costa 1.300 milioni di euro l’anno. Gli ospedali devono diventare centri di eccellenza. Se a Tione funziona bene ortopedia, dirottiamo i pazienti lì, invece che tenere aperti gli stessi reparti in ogni ospedale. E poi incentiviamo i posti delle case di riposo basta dire curiamo gli anziani a casa, curare un paziente con l’Alzheimer a casa devasta le famiglie. E basta gestire la sanità con orari d’ufficio, con i primari che staccano il venerdì. Anche nella scuola, che costa 800 milioni l’anno, non bastano le operazioni di facciata come il trilinguismo. Ci vogliono insegnanti più professionali, che abbiano più riconoscimenti».

«E soprattutto, - conclude - sosteniamo le piccole imprese, che sono la vera forza del Trentino. Tante aziende diffuse nelle valli sostengono l’economia. Se su 10 mila imprese, se ne aiutasse solo la metà, con un assunzione, creeremmo migliaia di nuovi posti di lavoro».













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