LA STORIA

Da Trento alla Bolivia per la tesi e per l’amore 

Camilla Lorenzini dall’altra parte dell’oceano ha trovato Yoan Garcia Villarroel e dopo mille peripezie (a causa del Covid) si sono spostati nella chiesa di Madonna Bianca


Gino Micheli


TRENTO. Decidere di sposarsi in chiesa è sempre più difficile. Se poi lo si fa in questo momento di pandemia diventa un’impresa. Tutta da raccontare. Partiamo dal “sì”. Sabato 7 novembre, nella chiesetta di San Gaetano, a Madonna Bianca, a pochi passi dall’abitazione della sposa, il parroco don Michele Vulcan ha unito in matrimonio Camilla Lorenzini con Yoan Andres Garcia Villarroel, boliviano. Nel rispetto delle norme in vigore, il pranzo nunziale si è poi servito nell’accogliente casa della famiglia di Marina e Alberto Lorenzini, dentista, con le altre due figlie Corinna e Clarissa. Camilla ha una grande passione e dote pittorica, già evidenziata in mostre sia personali sia collettive. L’anno scorso si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ma come ha conosciuto Yoan?

«A luglio del 2018 - racconta - sono partita per la Bolivia, stavo preparando la tesi in “Comunicazione visiva” che consisteva nella realizzazione di un documentario intitolato “Somos Bolivia”: un viaggio attraverso le storie delle persone. Durante le interviste per il mio progetto a Santa Cruz de la Sierra ho conosciuto casualmente Yoan, laureato in comunicazione e pratico del mestiere. Ha deciso di aiutarmi e accompagnarmi per un mese e mezzo durante il corso delle mie riprese. Alla fine ci siamo salutati con amicizia».

Racconta poi che con Yoan ha continuato a sentirsi, rendendosi conto che la loro non era solo un’amicizia, tanto che a fine luglio 2019 Yoan è arrivato in Italia e per un mese ha viaggiato in camper con i futuri suoceri per l’Est Europa, fino in Turchia. Ad Istanbul i due “amici” hanno deciso di trasferirci in Bolivia per cominciare una vita insieme.

«A novembre 2019, dopo la laurea a pieni voti grazie a “Somos Bolivia” - prosegue Camilla - mi sono imbarcata con due valige per un viaggio di sola andata verso Santa Cruz. Dall’altro lato dell’oceano c’era il mio principe azzurro ad aspettarmi». Camilla è stata accolta dalla famiglia di lui (papà Andres, mamma Yovanna e dai suoi fratelli Emanuel e Mijael), presente anche la famiglia Lorenzini al completo. E lì si sono gettate le basi per organizzare il matrimonio nell’agosto del 2020, in Bolivia. «Io e Yoan - puntualizza - abbiamo iniziato a lavorare con tanta energia fondando “Inima Studios”, uno studio di comunicazione visiva e produzione grafica con l’obiettivo di sviluppare progetti a sfondo culturale-educativo. Inoltre davamo dei corsi di attività artistiche. In parallelo stavamo organizzando il nostro matrimonio per il 15 agosto 2020 a Santa Cruz, in presenza di entrambe le famiglie». Durante il blocco, Camilla e Yoan si sono dedicati a un progetto no profit: “Reencuentro entre Paredes”, un libro illustrato che racconta le esperienze di bambini boliviani e dei loro genitori durante la quarantena.

Racconta inoltre che: «Il 20 luglio, ci siamo uniti civilmente in matrimonio. Abbiano firmato inginocchiati sulla strada, con i soli testimoni; l’ufficiale del registro civile non ha letto nemmeno l’atto e non abbiamo realizziamo minimamente l’accaduto. Il 2 agosto sono ritornata a casa con uno dei pochissimi voli umanitari diretti in Europa». Yoan è invece arrivato a Trento i primi giorni di ottobre, dopo mille peripezie con l’Ambasciata italiana. I due “promessi sposi” hanno ricominciato ad organizzare il matrimonio voluto, quello religioso, stavolta riuscendoci. E adesso? «Le nostre infinite ore di riflessione in Bolivia - dice Camilla - ci hanno fatto decidere di tornare in Europa e mettere radici in un posto “neutro”. La scelta per i nostri futuri progetti ricade sul paese più neutro di tutti: la Svizzera».

 













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