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Coppia di invalidi «sequestrata» in casa per un banale guasto 

Ábita al terzo piano senza ascensore, ma il servoscala finanziato dalla Provincia non funziona. Avviata una causa



TRENTO. Bloccati, letteralmente sequestrati in casa da anni per un guasto tecnico di un servoscala, uno di quei montacarichi che servono a persone anziane o non deambulanti per salire le scale. Questa è la storia kafkiana di due invalidi che abitano a Ravina, in via per Belvedere. Ostaggi della burocrazia e anche delle difficoltà tecniche, oltre che di una causa giudiziaria che va avanti da anni. E dire che il servoscala e molti interventi all’interno del loro appartamento lo ha pagato in gran parte la Provincia con i contributi per gli interventi a favore dei disabili. I costi totali hanno raggiunto i 43 mila euro e l’ente pubblico ne ha messi più della metà. Molti di questi soldi spesi inutilmente visto che il servoscala non funziona. All’inizio funzionava solo senza il telecomando. In pratica i due invalidi dovevano scendere a piedi e andare a prendere la sedia. Adesso, in seguito a una lite giudiziaria neanche quello.

È la storia di Orsola Fullone, insegnante di diritto che ha lavorato a lungo al Da Vinci e poi al Tambosi ed è dovuta andare in pensione in anticipo a causa di un banale incidente stradale. Un incidente che le ha cambiato la vita mandandola sotto i ferri più volte e facendole rischiare la paralisi. A dire la verità, l’insegnante una tetraparesi l’ha avuta e continua a subirne le gravi conseguenze. Adesso è in grado di camminare, ma piano piano. E il suo compagno ha altrettanti guai fisici a causa di vari incidenti nei cantieri. Lui adesso cammina grazie a due ausilii e lei a fatica, a molta fatica.

Peccato che vivano al terzo piano, secondo e mezzo come dicono loro, di uno stabile senza ascensore. E dire che l’ente pubblico aveva provveduto a finanziare i vari interventi per sbarrierare l’appartamento e per installare il servoscala per rendere possibile ai due di muoversi. Ma l’apparecchiatura non ha mai funzionato bene. Il telecomando, necessario per chiamare la poltroncina fino al terzo piano, non ha mai funzionato. Così i due, per assurdo, dovevano scendere a piedi e risalire con la poltroncina fino a casa loro. Per questo non hanno versato le ultime rate alla ditta. Così è partita una causa civile che è anche andata male alla coppia di Ravina. Così la situazione di blocco è andata avanti. La ditta ha addirittura ritirato la scheda elettronica del servo scala che se ne sta fermo, inutile monumento alla cecità della burocrazia. Tanto che adesso passano anche venti giorni senza che i due escano di casa. Li aiuta ogni tanto una badante. E dire che dei 43 mila euro di spesa totale loro ne hanno spesi più di 15 mila. Adesso i due hanno fatto ricorso tramite l’avvocato Zeno Perinelli e sperano che i giudici possano capire come loro siano vittima di una situazione assurda. (u.c.)

 













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