il raid

Cles, condannato il vandalo della chiesa

Briji Salah, 68 anni, sconterà 1 anno e 4 mesi agli arresti domiciliari. In tribunale ha detto: «Solo Allah mi può giudicare»


di Giacomo Eccher


CLES. Condanna ad un anno e 4 mesi da scontare agli arresti domiciliari nell'alloggio di Cles, nel centro storico, a due passi dalla chiesa di S.Maria Assunta. Si è concluso così ieri in tribunale a Trento il processo per direttissima a carico di Briji Salah, 68 anni (compiuti proprio il primo dell’anno), marocchino, accusato di danneggiamento aggravato per il raid vandalico compiuto domenica nella parrocchiale della borgata. L'uomo - che era stato fermato dai carabinieri di Cles praticamente in flagranza di reato su segnalazione di una donna - dopo aver trascorso una notte in caserma è stato scortato a casa dove dovrà rimanere confinato; potrà uscire solo un'ora al giorno per fare la spesa.

Devasta la chiesa di Cles: arrestato

L'uomo ha danneggiato la chiesa parrocchiale di Cles non risparmiando neppure due pale dell'altare, sei candelabri in argento del 1700 e un grande quadro dell'Assunta - LEGGI L'ARTICOLO

 

Una sentenza certo rispettosa della legge ma che non tranquillizza affatto i residenti ed in particolare i fedeli anche se è assodato che si tratta del gesto di uno squilibrato in cui la diversa religione – questo almeno a detta dei responsabili dell'ordine pubblico – nulla c'entra con il gesto che ha profondamente turbato il capoluogo della valle. Come ci ha spiegato la sindaco Maria Pia Flaim, Briji Salah, commerciante ambulante in Italia con regolare permesso, risiede a Cles da alcuni mesi ed abita in un alloggio in affitto sul Dos di Pez. Prima di arrivare in valle di Non avrebbe abitato a Riva o comunque nell'Alto Garda.

A Cles si è fatto notare per l'abbigliamento (un saio marrone con cappuccio) ed un lungo bastone con cui girava per il paese ma senza importunare. Fino a giovedì. A Cles come da tradizione alla messa cantata del primo dell'anno intervengono le autorità (sindaco, assessori, comandante dei carabinieri e dei vigili urbani ) e le associazioni che al termine si scambiano gli auguri in sacrestia. Qui è entrato anche il marocchino che ha gentilmente salutato sindaco e maresciallo per poi allontanarsi. In chiesa è poi tornato con ben altre intenzioni strappando le croci dai confessionali, abbattendo la statua della Madonna (poi rimessa al suo posto, vistosamente danneggiata) distruggendo tre pesanti candelabri dell'altare maggiore che ha usato per colpire con furia i marmi di un altare laterale. Si era parlato anche di petrolio per terra ma forse era odore di olio e cera fuoriuscito dalle lampade.

«Un problema sanitario che nulla c'entra con la religione. Non risulta nemmeno sia un frequentatore della moschea di via Filzi dove, a quanto mi ha riferito il responsabile, era entrato ma per gridare frasi sconnesse e disturbare» - racconta la sindaco Flaim. Il comportamento problematico dell’ambulante il sindaco lo aveva segnalato già in novembre alle autorità sanitarie coinvolgendo il Centro salute mentale, il medico curante, l'assistenza sociale. Dopo aver disturbato la messa del 23 novembre, l'uomo era stato ricoverato coattivamente a Borgo Valsugana dove è stato curato e quindi dimesso dopo qualche tempo. Probabilmente con cure da continuare a casa, ma l'uomo vive solo, senza famiglia e quindi non è dato sapere se il protocollo prescritto dai medici è stato rispettato.

Anche in tribunale non ha tenuto un comportamento consono al luogo e al momento. Inizialmente ha rifiutato la difesa dell’avvocato d’ufficio, Andrea Antolini, poi, riferendosi al disastro del giorno prima, ha detto: «È giusto così, la religione cattolica è falsa! Taglierei la testa anche a Berlusconi e al Vaticano...Solo Allah mi può giudicare». Durante l’udienza Briji ha recitato versetti del Corano e quando il giudice ha letto la sentenza, si è messo a cantare “Allah akbar, Allah akbar”.













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