Circoscrizioni, meno soldi e più partecipazione
La proposta elaborata dal Pd prevede la riduzione dei gettoni e dei compensi e il coinvolgimento di istituzioni e di associazioni che operano sul territorio
ROVERETO. Le circoscrizioni servono e vanno mantenute per ragioni di continuità storica o di appartenenza al territorio. Va, invece, ridisegnato il loro ruolo ampliando il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini; va ridotto il numero dei consiglieri (sette fino ai 3000 abitanti, dieci sopra i 3000); vanno eliminati i gettoni di presenza per i consigli (50 euro a seduta) mentre per i presidenti le indennità (ora sui mille euro lordi mensili) vanno ridotte al livello precedente la riforma Amistadi del 2004 (in pratica sui 4-500 euro come rimborso spese).
Questo è quanto prevede la proposta di revisione del regolamento delle circoscrizioni elaborato dal segretario del Pd Fabiano Lorandi con il direttivo, il gruppo consiliare e i consiglieri circoscrizionali del partito. Il documento è stato inviato a sindaco, assessori e capigruppo della coalizione per un confronto che si concluderà con una proposta da portare in aula.
Un’iniziativa, quella del Pd, che si inserisce nel progetto che riguarda la funzionalità ed il significato delle istituzioni rappresentative. Per la Comunità di valle, dice Lorandi, «al di là della necessaria riforma istituzionale in particolare per Rovereto, è necessario ridurre il numero dei consiglieri solo a quelli eletti». Riduzione anche dei consiglieri comunali per Rovereto: «E’ contenuto nel nostro documento del 13 settembre scorso che prevede la riduzione da 40 a 30/32 consiglieri: non possiamo noi averne di più di Bologna o Padova. Poi va dimezzato il gettone di presenza nelle commissioni consiliari (da 100 a 50), così come vanno ridotte le indennità a sindaco e assessori. E’ un dato di fatto la progressiva insofferenza dei cittadini sui costi della politica intesi come costi di rappresentanza istituzionale: alle elezioni della Comunità è andato il 35% dei roveretani, al referendum per l’abrogazione il 24%».
Dunque avvicinare i cittadini alle istituzioni garantendo loro una maggior partecipazione. E si parte dalle circoscrizioni mantenendo «il ruolo sociale come raccoglitore dei bisogni dei cittadini da sostenere nei confronti dell’amministrazione comunale» afferma Lorandi che aggiunge una proposta innovativa: «Creare tavoli partecipativi di istituzioni e associazioni sul territorio con funzioni con un riconoscimento formale per i pareri sulle questioni che riguardano il bilancio scomunale e lo sviluppo urbanistico e viabilistico. Un tavolo che mette in moto energie propositive per recuperare la dimensione di servizio alla collettività».
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