Celiachia, tagliati i contributi per gli alimenti

Trento. I prodotti per celiachi costano meno e la Provincia taglia il contributo alla popolazione che soffre di questo disturbo. Con una riduzione che per alcune fasce d’età supera il 30 per cento....



Trento. I prodotti per celiachi costano meno e la Provincia taglia il contributo alla popolazione che soffre di questo disturbo. Con una riduzione che per alcune fasce d’età supera il 30 per cento. «I nuovi limiti di spesa - commenta l’assessore provinciale Stefania Segnana - sono stati aggiornati per essere più aderenti ai fabbisogni delle popolazione celiaca, con una differenziazione più precisa e più corretta anche rispetto al genere e alle differenze di età. Scaturiscono poi da un attento percorso di confronto e di ascolto con la sezione trentina di Aic - l’Associazione Italiana Celiachia che, a livello nazionale, ha sottoscritto la norma. Proprio l’Associazione, durante gli incontri, ha voluto portare alla nostra attenzione altre problematicità che i celiaci incontrano nella quotidianità - ha proseguito l’assessore - in particolare nell’alimentazione fuori casa, una difficoltà ancora per molti; nei prossimi mesi vorremmo approfondire questa tematica per capire cosa è possibile fare. In Trentino, va ricordato, è in vigore un sistema che, nel panorama italiano, rimane ancora oggi unico e innovativo dal punto di vista della semplificazione e della facilitazione all’accesso dei prodotti, ma anche in grado di consentire un effetto calmierante sui prezzi: i celiaci possono infatti contare sia sulla libera scelta dei rivenditori ai quali rivolgersi per gli approvvigionamenti, sia sull’erogazione delle somme in via anticipata a cadenze trimestrali».

In Trentino esiste una specifica norma provinciale, approvata nel 2011, che prevede interventi a favore di persone affette da celiachia, una malattia causata dalla reazione ad una proteina del glutine, presente nel grano e in altri cereali comuni, quali orzo e segale. Il numero delle persone colpite è in costante aumento, se infatti nel 2014 erano circa 1.800 le persone che beneficiavano degli interventi previsti dalla legge, nel 2016 il numero era salito a 2.151 e nel 2018 si è attestato a 2.427 di cui 771 maschi e 1.656 femmine. I celiaci trentini possono contare sull'erogazione delle somme in via anticipata a cadenza trimestrale e possono recarsi presso qualsiasi rivenditore di prodotti dietetici senza glutine, purché siano inseriti nel registro nazionale degli alimenti senza glutine. Si tratta di una modalità innovativa e unica in Italia: nelle altre regioni sono invece adottati sistemi che prevedono l’assegnazione di buoni spesa utilizzabili nelle sole farmacie o in determinati esercizi commerciali.

Le modifiche dei tetti di spesa e delle fasce di età sono inserite nell'ambito di una revisione nazionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine e dei fabbisogni energetici della popolazione. Qui di seguito i nuovi limiti di spesa suddivisi per fasce di età: 6 mesi - 5 anni: 56 euro, indifferenziato maschi / femmine; 6 - 9 anni: 70 euro, indifferenziato maschi / femmine; 10 - 13 anni: 100 euro maschi - 90 euro femmine; 14 - 17 anni: 124 euro maschi - 99 euro femmine; 18 - 59 anni: 110 euro maschi - 90 euro femmine; dai 60 anni in poi: 89 maschi - 75 euro femmine.















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