Caso Olivi nel Pd: «Vada a Rovereto» Ma c’è già la fronda  

Il partito chiede che il vicepresidente corra nel suo collegio  Ma Miorandi e Daicampi: noi sosteniamo Nicoletti e Fravezzi 


di Chiara Bert


TRENTO. Mentre in regione la campagna si infiamma su Maria Elena Boschi, catapultata dal Pd nazionale nel collegio blindato di Bolzano, nel Pd si ri-apre un «caso Olivi». Il vicepresidente della Provincia aveva puntato i piedi per essere candidato sul collegio di Trento, da lui considerato più sicuro, e martedì il coordinamento (su proposta del segretario Gilmozzi) si era orientato ad accontentarlo, varando una curiosa inversione di collegio: Michele Nicoletti (di Trento) dirottato a Rovereto per far spazio a Alessandro Olivi (roveretano) nel capoluogo. Una prospettiva che aveva però creato molti malumori, tanto che il senatore Giorgio Tonini - raccontano i presenti - martedì ha lasciato anzitempo la riunione in segno di dissenso. «Gli elettori faranno fatica a capire», è stata l’accusa al segretario di una parte del partito. Ieri nuova riunione e nuovo cambio di rotta: Olivi a Rovereto, al Senato, con Nicoletti che torna a Trento. Il pressing di una parte del partito sembra riuscito a convincere il vicepresidente a correre nel proprio collegio, questa la proposta che il coordinamento porterà oggi in assemblea, che dovrà votare.

Ma ecco che proprio mentre Olivi apriva alla richiesta del partito, da Rovereto e dalla Vallagarina partiva la bordata, firmata da Andrea Miorandi (ex sindaco Pd di Rovereto, oggi consigliere comunale), insieme alla capogruppo Dem Luisa Filippi, agli ex assessori Upt Gianpaolo Daicampi e Leone Manfredi, all’ex sindaco di Mori Roberto Caliari, all’ex assessore di Villa Paolo Candioli e a Lorenzo Passerini (ex consigliere in Comunità di valle): in un intervento (che pubblichiamo dalla prima pagina) si esprimono anche sulle candidature per le politiche e indicano in Michele Nicoletti e Vittorio Fravezzi le figure «da cui partire». Un messaggio neanche troppo velato nei confronti di Olivi e Mellarini, in pole per la candidatura sul collegio di Rovereto.

Intanto sulla campagna elettorale in regione si abbatte il «ciclone Boschi». La sottosegretaria, in difficoltà in Toscana per le vicende di Bancaetruria, verrebbe spedita in uno dei collegi più blindati grazie ai voti della Svp, dove forse se la vedrà con la forzista Michaela Biancofiore. Ma già tiene in scacco il Pd e il centrosinistra trentino alle prese con le quote di genere: se Boschi sarà sul collegio di Bolzano-Bassa Atesina, allora basterà una donna in Trentino, e quasi certamente sarà in Valsugana dove la coalizione pensa di schierare l’avvocato e consigliera provinciale di parità Eleonora Stenico, nome messo sul tavolo dal governatore Ugo Rossi. Rimarrebbero dunque a secco le donne Pd, Mariachiara Franzoia, Elisa Filippi, Lucia Maestri, a dispetto di una legge sulla parità di genere voluta dal Pd. Se invece Boschi non ci fosse, si tornerebbe alla candidata donna su Trento. Contro Boschi ieri è andato all’attacco il candidato premier del M5S Luigi Di Maio: «Hanno candidato Maria Elena Boschi a Bolzano, qui la faccia non ce la può mettere. I Cinque Stelle candidano nel luogo di residenza», ha sferzato ieri da Arezzo, città della sottosegretaria, «non sono venuto qui per sparare su Boschi ma perché lei è il simbolo di una certa classe politica».

Upt in attesa di Dellai. Nell’Upt si attende oggi un incontro risolutore con Lorenzo Dellai, impegnato nei giorni scorsi a Roma a trattare con il Pd i collegi per la Civica Popolare. La coalizione aspetta di capire se l’ex governatore dirà sì alla richiesta di scendere in campo sul difficile collegio della Valsugana, dove se la dovrebbe vedere con il leghista Maurizio Fugatti. Se dicesse di no, confermando di voler correre solo come capolista sul proporzionale alla Camera (con, a quel punto, bassissime probabilità di elezione), sarebbe pronto l’assessore Mauro Gilmozzi, fiemmese. Ma l’Upt non può trascurare nemmeno il «caso Conzatti». L’ex segretaria (Trentino di ieri), da tempo in rotta con il suo partito, è corteggiata da Forza Italia: Michaela Biancofiore le ha proposto il collegio del Senato di Rovereto, un’offerta che le serve per rilanciare con l’Upt, dove punterebbe a correre nel listino di Civica Popolare.

Patt pronto. Chi è pronto è il Patt. Dopo l’ok per acclamazione alla riconferma di Franco Panizza sul collegio del Senato di Trento, ieri il consiglio del partito ha dato il via libera all’unanimità alla candidatura di Emanuela Rossini, seconda nel listino proporzionale Svp-Patt dietro a Manfred Schullian (anche per lei, come Boschi, posto blindato). Il consiglio ha anche indicato la supplente di Rossini, Patrizia Pace, di Mezzolombardo. «In un panorama di riconferme e politici navigati, il Patt dà un segnale di rinnovamento», spiega Panizza.













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