Casanova: treni indecenti, è quasi meglio l'auto

L'ambientalista sottoscrive l'appello: «Servono metrò di superficie»



TRENTO. «Sui percorsi regionali la sporcizia è impressionante. Per non parlare della mancanza generale di un livello di servizio accettabile. Per i miei impegni di ambientalista viaggio spesso in treno, soprattutto per raggiungere Torino e Bologna. Ma il livello del disservizio mi fa spesso pensare che sarebbe meglio usare l'automobile». Detta da Luigi Casanova, è grossa. Ma il portavoce di Mountain Wilderness non ha dubbi: l'appello lanciato dal nostro giornale all'amministratore delegato di Trenitalia Mario Moretti e ai governatori Dellai e Durnwalder e Dellai contro la soppressione dei treni a lunga percorrenza, è doveroso. C'è anche la sua firma, tra le oltre 2.500 in calce all'appello, che è possibile sottoscrivere sul nostro sito.

Spiega Casanova: «Serve un disegno politico importante, soprattutto ora che il consumo dei carburanti è calato del 30% per l'aumento dei costi: il cittadino non riesce più a usare l'auto, servono risposte forti». Che per l'ambientalista consistono nella trasformazione della linea del Brennero in un metrò di superficie da Verona e Innsbruck, progetto da perseguire anche sulla linea Trento-Venezia. «Possiamo affrontare l'emergenza accelerando su questi due aspetti e abbandonando fantasie come Metroland».

L'obiettivo, per Casanova, deve essere quello di avvicinarsi ai modelli di Svizzera, Austria e Baviera, «con trasporti da e per il fondovalle a servizio della gente e non delle élite». «Io vado a Trento tre volte in settimane - afferma - e vorrei poterlo fare in treno, su una linea che colleghi il capoluogo a Canazei, impiegando il tempo che serve, senza inseguire inutili obiettivi di velocità. E con la garanzia di poter tornare in val di Fiemme la sera, alle 20 o alle 21». Questo, conclude, è ciò che avviene nelle vallate turistiche dell'arco alpino di alto livello qualitativo: «Lavorare su questo progetto dimostrerebbe che l'autonomia di Trento, Bolzano e della Val d'Aosta serve eccome: sarebbe una segnale forte a chi invece lavora contro le autonomie speciali».













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