Borgo, convento a energia solare

Le clarisse di San Damiano hanno installato i pannelli per produrre elettricità e acqua calda


di Marika Caumo


BORGO. Anche le suore del monastero di San Damiano installano i pannelli solari e fotovoltaici. La sensibilità verso il risparmio energetico e la possibilità di un concreto risparmio economico sul consumo dell’acqua calda e l’energia elettrica ha convinto anche le religiose a fare richiesta per l’installazione di pannelli a servizio della struttura sita ai piedi di Castel Telvana.

L’edificio fa parte del complesso del convento dei padri francescani, di cui fa parte anche la chiesa e la casa, ex stalla e deposito attrezzi, dove abitano i tre frati francescani. «Il Convento- ricorda padre Tarcisio Bortoli, legale rappresentante del convento- è stato costruito nel 1603, allora dipendevamo dalla diocesi di Feltre e non di Trento. Le clarisse invece sono arrivate nel 1984». Ecco quindi che per la richiesta di installare pannelli solari e fotovoltaici, la burocrazia è diversa rispetto ad un privato. Il convento infatti è ritenuto di interesse culturale e ogni iniziativa- come i recenti lavori di manutenzione- deve perciò passare per la Soprintendenza per i beni architettonici.

La richiesta inoltrata da padre Tarcisio ha avuto risposta nei giorni scorsi, con determinazione del dirigente Sandro Flaim che ha dato l’autorizzazione, “considerato che i lavori e le opere previsti negli elaborati progettuali, sono compatibili con la conservazione del valore culturale del bene oggetto d’intervento” come si legge nel dispositivo. I pannelli sono già stati posti nei giardini che sorgono sopra il convento- dato in comodato dai frati alle clarisse- appoggiati lungo il pendio verde che scende dal Monte Ciolino. Non è infatti stato possibile installarli sul tetto della struttura, visto che si tratta di un bene sotto tutela. Da ieri sono in funzione e produrranno acqua calda e corrente elettrica per la struttura che ospita le 10 suore. «Sfruttiamo anche noi le potenzialità del sole e ringrazio la Provincia, perché con gli aiuti che mette a disposizione abbiamo potuto fare questo intervento», spiega padre Tarcisio.

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