Trento

Boom telelavoro, la Provincia è al 10%

Quasi 400 lavoratori autorizzati a collegarsi da fuori ufficio


di Andrea Selva


TRENTO. Sono quasi 400 i dipendenti provinciali inquadrati con una forma di telelavoro. C’è chi al mattino, invece di uscire e raggiungere l’ufficio, accende il pc installato in un locale della propria abitazione e comincia a lavorare. Ci sono quelli che raggiungono uno dei centri di telelavoro creati sul territorio provinciale e lavora da lì, con un risparmio sui costi (e soprattutto sui tempi) di trasporto. E poi ci sono funzionari e dirigenti dotati di attrezzature di “smart working” che possono in qualsiasi momento connettersi con l’ufficio e con i colleghi.

Per la Provincia di Trento si tratta di un percorso cominciato nel 2012 e che quest’anno ha superato la soglia del 10 per cento di telelavoratori indicati dal decreto Madia come il livello minimo che la pubblica amministrazione dovrà raggiungere entro i prossimi tre anni. Ma nel frattempo i telelavoratori trentini saranno aumentati ancora, come spiega il presidente Ugo Rossi che avviò questo processo nel 2012 da assessore alla sanità: «Stiamo lavorando per individuare altre posizioni lavorative che si prestano ad essere gestite in questo modo» spiega.

«Ci sono vantaggi per le famiglie (con una migliore conciliazione dei tempi casa-lavoro) ma anche per l’amministrazione che ha la possibilità di risparmiare e avere allo stesso tempo dipendenti più produttivi». Perché - lo dicono i dati raccolti in questi anni - i telelavoratori si ammalano meno, non effettuano ore di lavoro straordinario (questo è l’accordo), non utilizzano i buoni pasto e hanno la stessa produttività dei colleghi in ufficio.

Ma Rossi mette in evidenza anche i vantaggi per la collettività: «Con il telelavoro tante persone evitano spostamenti quotidiani e in questo modo restano in vita anche le piccole comunità che sono una parte importante del nostro territorio». La Provincia su questo è un apripista tanto che - come ricorda Paola Borz, del servizio personale - i tecnici provinciali hanno fatto parte anche del pool ministeriale che si è occupato di telelavoro in vista del decreto di riforma della pubblica amministrazione.

Spostarsi dall’ufficio a casa rappresenta una piccola rivoluzione che bisogna imparare ad affrontare: per questo la Provincia segue i propri telelavoratori per aiutarli ad affrontare i nuovi ritmi, ma anche per verificare che gli spazi siano adeguati ad ospitare un’attività lavorativa. Ma attenzione: linea telefonica e mobili sono a carico del lavoratore, mentre la Provincia si limita a mettere a disposizione un pc portatile completo del software per connettersi con l’ufficio, con telecamera e microfono per le video conferenze.

Chi può farlo? «Sono i dirigenti di ogni servizio a stabilire quali sono le posizioni idonee a essere organizzate con il telelavoro» spiega il dirigente generale Luca Comper. «Comunque tutti i dipendenti che hanno chiesto il telelavoro e sono stati dichiarati compatibili hanno avuto l’opportunità di farlo». E i problemi? «Il telelavoro richiede la collaborazione di tutte le persone che lavorano in un ufficio, anche quelle che restano in sede e su cui talvolta ricadono compiti che - per vari motivi - non vengono gestiti in telelavoro». Deve essere per questo che i giudizi più positivi sul telelavoro sono quelli di chi lo fa. Gradimento minore, invece, per chi resta in ufficio.

Le situazioni dei telelavoratori sono molto diverse fra loro, i quasi 400 dipendenti appartengono a vari inquadramenti contrattuali, ma per tutti è previsto (almeno) un rientro settimanale in ufficio per evitare di perdere i contatti con i colleghi e con l’ambiente di lavoro. Pare impossibile, ma anche l’ufficio (visto da casa) può essere oggetto di una certa nostalgia. 













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle