Bomba d’acqua, Grigno invaso dal fango

Pioggia record nella notte: caduti 100 millimetri in pochi minuti. Smottamenti e allagamenti a Tezze, Serafini e Belvedere


di Marika Caumo


GRIGNO. Quattro ore di pioggia intensa, di quelle che non vedi ad un palmo dal tuo naso. I tuoni ma soprattutto lo scroscio dell'acqua ha tirato fuori dal letto e tenuto in apprensione la scorsa notte molti valsuganotti. Un timore che a Grigno si è materializzato alle 2 e 15 quando una vera e propria “bomba d'acqua” di 15 minuti si è abbattuta sul paese.

Una “precipitazione eccezionale” come viene definita, che è bastata a dare il la a due piccole sorgenti che dal monte sotto Forte Campo ed il Celado, scendono verso le frazioni. L'acqua impetuosa ha riempito i valloni, portando giù terra, sassi e tutto quello che ha trovato sul percorso, scaricando su stradine, prati, cortili e coinvolgendo due abitazioni in località Serafini e Belvedere. Immediato l'allarme dei proprietari, due pensionati.

«La selettiva è scattata alle 3 di notte, tra Grigno e Tezze saremo stati fuori una trentina», spiega il comandante dei vigili del fuoco di Grigno, Angelo Sartori, che ricorda che, per quanto riguarda località Serafini, «già lo scorso inverno eravamo intervenuti per alcuni smottamenti e per allagamenti di diversi scantinati».

Proprio per questo la scorsa settimana, come ricorda il sindaco Leopoldo Fogarotto, erano iniziati i lavori per creare un invaso e pulire il vallone, che, pieno di detriti, non consentiva all'acqua di essere assorbita dal terreno. Il materiale prelevato però è stato portato giù insieme al resto l'altra notte. Uno smottamento da oltre 100 metri cubi che ha continuato la corsa per 300 metri lungo la stradina che scende fino alla provinciale e che in parte ha scavalcato un muro, entrando negli scantinati della prima casa incrociata sul percorso, sfondando la porta, facendo saltare l'impianto elettrico e allagando locale caldaia e garage.

Contemporaneamente in località Belvedere, 800 metri di distanza, nella frazione di Tezze, uno smottamento partito dalla stessa montagna, da una sorgente che quando è bel tempo nemmeno si vede, ma che con lo scioglimento della neve e le forti piogge ha scavato portandosi dietro 80 metri cubi di materiale. «Ha formato una trincea di terreno, col materiale che ha praticamente abbracciato una casa», spiega Sartori. Qui i detriti sono stati bloccati dal muretto della recinzione del pollaio, che però non è riuscito a fermare l'acqua, che ha invaso l'intero appartamento del primo piano, entrando da dietro. «Se le famiglie avevano paura? No, piuttosto erano arrabbiati», continua il comandante Sartori, che insieme ai colleghi di Tezze, ha lavorato fino alle 7 del mattino, intervenendo anche per altri piccoli smottamenti a Palù, Selva e ai Masi. «In diverse case il materiale si è fermato nei cortili, arrivando fin sulla porta di casa. Molte le persone che, armate di scope e badili, durante la notte hanno cercato di tener lontano il fango dalle proprie abitazioni», aggiunge Fogarotto. Una vera bomba d'acqua. Lo dice il sindaco, lo ripete il comandante dei pompieri: «In quattro ore sono caduti 100 millimetri di pioggia».

«Alle 8 siamo stati chiamati dalla Famiglia Cooperativa per l'allagamento dei locali. Qui i canali di scolo del tetto, a causa delle forti precipitazioni, non hanno tenuto e l'acqua è entrata dal soffitto, scendendo per ben due piani. Prima nell'appartamento sottostante, completamente allagato, penetrando poi nel punto vendita a piano terra della Cooperativa, che è rimasta chiusa tutto il giorno», aggiunge Sartori.

Già durante la notte sono intervenuti anche gli uomini dei Bacini Montani, che proprio ieri dovevano riprendere i lavori sul rio. Hanno dato una mano a ripulire le abitazioni e sbancare i detriti dalle stradine interne delle due frazioni. Tutte le strutture risultano comunque agibili.

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