Bersone, scontro al museo della Guerra

Bologni, il presidente, voleva creare un unico polo a Forte Larino: si è dimesso perché gli altri soci sono contrari


di Ettore Zini


GIUDICARIE. C’è una guerra nel Museo della Guerra di Bersone. Il motivo dello scontro, si gioca sulla gestione del piccolo polo museale della guerra mondiale e su due località. Bersone è il paese della Conca di Pieve di Bono che, dal 1995, ospita l’omonimo museo: una raccolta di circa 7.000 reperti bellici. Lardaro, invece, è il comune dove si staglia una delle fortezze più significative del sistema difensivo austriaco del 14-18, di cui si sta studiando l’utilizzo.

Finora parte dei cimeli - trovati da volontari sui crinali dell’Adamello, Nozzolo e Cadria, teatro dei combattimenti di quel disastroso conflitto che falcidiò migliaia di vite umane - sono ospitati nel palazzo municipale di Bersone (550 visite nel 2010; solo 300 nel 2012, dice il sito). Ma tra gli associati c’è stata una spaccatura. Seguita dalle dimissioni del presidente Francesco Bologni. L’ idea, di Bologni («che c’è di meglio per un museo della guerra essere ospitato in una struttura che la guerra l’ha vista per davvero?») era di trasferire i reperti a Forte Larino: nei cui spazi espositivi, di proprietà di Lardaro, i cimeli di 18 anni di ricerche, avrebbero potuto essere più visibili. Vuoi perchè sulla statale Brescia-Madonna di Campiglio. Vuoi perché Provincia e associazioni stanno predisponendo le manifestazioni dei “cent’ anni”.

La diatriba, dentro al piccolo museo, si è consumata sotto gli occhi inermi di Comunità, Bim ed Ecomuseo. Interessati, seppur con poca convinzione, a che i“privati” di Bersone, optassero per destinare al Forte pezzi della loro collezione. Gli esiti, però, sono conosciuti. Ha vinto la linea di chi tifava per Bersone. E, all’ex presidente non è rimasto che dimettersi, come aveva preannunciato nel documento inviato ad enti ed associazioni. «Noi vedevamo la cosa di buon occhio», commenta Roberto Panelatti, direttore dell’Ecomuseo della Val del Chiese. «Nel forte di Lardaro, i volontari avrebbero potuto far parte di un sistema: entrare in rete, e al centro di grandi eventi». Opinione condivisa da Giorgio Butterini, presidente del Bim del Chiese, altro ente favorevole all’utilizzo del forte come area espositiva. «E, non solo, come semplice polo museale della guerra», dice l’esponente del Bim, che ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro per vagliare le potenzialità di quell’area. L’argomento è perfettamente in tema con le manifestazioni organizzate in questi giorni. In fibrillazione è anche il primo cittadino di Lardaro, Werner Bonenti, che vede nel Centenario un’opportunità da non perdere. In valle, nonostante le opinioni contrastanti, si dibatte anche sull’utilità di creare un unico polo museale che potrebbe comprendere anche il “Museo della Guerra Adamellina” di Spiazzo, e il cannone Skoda di Giustino. Ma per Bonenti, l’urgenza di riempire di contenuti Larino - indipendentemente dalle decisioni di Bersone - è più di un’aspirazione. «Il Centenario - dice - dovrebbe rappresentare una grande occasione. Sennò, che li ha spesi a fare la Provincia tutti quei soldi?» I tempi, però, stringono. E il rischio di perdere il treno è reale.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle