Beber resta con Orso Ha patteggiato l’uomo del rottweiler
L’ex clochard rimarrà con il suo migliore amico, il suo cane Nove i capi di imputazione a suo carico, tra lesioni e minacce
TRENTO. Paolo Beber rimarrà con il suo cane Orso. Ieri, l’ex clochard trentino, noto alle cronache proprio per fatti legati a quel suo grosso migliore amico, ha patteggiato 4 mesi per resistenza a pubblico ufficiale.
Ieri a Trento l’ udienza conclusiva di tutti i procedimenti a suo carico, che erano stati riuniti in un unico procedimento, quello definito appunto ieri mattina. Beber doveva rispondere di 9 capi di imputazione relativi a tre gruppi di episodi. Il primo è quello del fatto accaduto nel marzo dello scorso anno, in cui gli si contestava la violenza e la minaccia a pubblici ufficiali. Avrebbe aizzato il suo cane Orso contro delle donne rom, ostacolando il lavoro dei carabinieri che, in quel momento, le stavano identificando. Questo episodio aveva portato al sequestro del suo amato cane, sequestro che fu disposto a metà del 2017. Il provvedimento fece discutere. Il cane, diceva Beber, era il suo migliore amico, la sua famiglia. Alla fine l’animale venne dissequestrato, per ragioni processuali. A questo procedimento si sono unite però altre contestazioni: ancora minacce e oltraggi a pubblico ufficiale, proprio mentre gli agenti stavano compiendo il sequestro del cane Orso. Ulteriori fatti contestati erano state le minacce e le lesioni causate ad un operaio in una lite insorta per futili motivi, sempre lo scorso anno, nel palazzo dove Beber risiede. Dunque, a suo carico, minacce, lesioni e oltraggio anche a pubblico ufficiale, reiterate nel tempo. «Queste contestazioni, considerato qualche precedente, rendevano concreta la possibilità che non venisse disposta la sospensione condizionale della eventuale pena» spiega il suo avvocato, Matteo Pallanch. La difesa aveva ottenuto un rinvio dal tribunale di Trento, a primavera. Ieri la dimostrazione dei risarcimenti dei danni nei confronti delle persone offese dai fatti, carabinieri compresi. Da qui si è arrivati alla possibilità di patteggiare una pena particolarmente bassa, utilizzano l’istituto della continuazione tra i reati. Il giudice ha ritenuto di poter beneficiare Beber della sospensione condizionale della pena. Beber si dice mortificato. Più di tutto temeva però gli venisse confiscato il cane, il suo migliore amico. (f.q.)