Asilo di Cadine, i genitori restituiscono i libri

Sono gli opuscoli pedagogici stampati dalla Provincia. Nell’incontro con l’assessore hanno chiesto una scuola di qualità



TRENTO. Si sono presentati nei palazzi dell’assessorato di via Gilli con i manuali pedagogici che avevano ricevuto e, come promesso, li hanno restituiti. La protesta (che vuole essere anche proposta) è partita da un gruppo di genitori della scuola materna di Cadine che, come spiega il «portavoce» Christian Bertoldi non vuole perdere la qualità della scuola trentina. I tomi sono stati consegnati all’assessore Ferrari con la quale c’è stato un lungo confronto dai toni a volte anche accesi,racconta lo stesso Bertoldi, ma che è stato anche positivo. «Abbiamo esposto le nostre perplessità - spiega il genitore che sottolinea più volte come il gruppo di cui fa parte è formato da genitori senza nessun colore politico - e l’assessore ci ha ascoltati. E siamo rimasti d’accordo che ci rifaremo sentire. Sì perché anche se passi positivi sono stati fatti, noi staremo sempre a vigilare perché vogliano che la scuola trentina resti una scuola di qualità». E il passo positivo cui fa riferimento è in realtà un passo indietro e riguarda le sostituzione delle maestre malate: il tentativo di aumentare il numero di giorni prima di avere la supplente è abortito è ora si fa di nuovo riferimento alla legge dell 1992. Il punto su cui i genitori insistono è quello della qualità, della funzione pedagogica delle scuole, di ogni grado. Con insegnanti che rischiano di diventare «sorveglianti» a causa della riduzione delle risorse pubbliche destinate alle scuole materne, con ricadute negative per i bambini e in particolare per i bambini con speciali bisogni educativi, che si sono visti ridurre la presenza di personale di supporto. Un passo indietro dal punto di vista delle possibilità educative.

E chiedono anche una miglior distribuzione delle risorse economiche e questa è la ragione della «consegna» dei manuali pedagogici che vengono dati per ogni bambini che viene iscritto a scuola. «Una spesa che ci pare eccessiva - dicono i genitori - e che secondo noi dovrebbe essere evitata: meglio garantire la presenza del numero adeguato di insegnanti per evitare che si trasformino in mere sorveglianti».

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