Arrivano le macchine «mangia-rifiuti»

Lavori in corso in centro storico in attesa della rivoluzione di novembre. Le immondizie diventeranno invisibili


di Luca Marognoli


TRENTO. Rifiuti ingurgitati da macchine compattatrici, risucchiati da contenitori sotterranei o più semplicemente depositati in locali chiusi. Tre sistemi che producono un unico risultato: raccogliere le immondizie del centro storico senza che nessuno le veda. «Questione di spazi (che nella Ztl sono ridotti, ndr) e di decoro», dice l'assessore comunale all'ambiente Michelangelo Marchesi. L’“effetto Napoli” non ci sarà, garantito. Nè ci saranno le proteste che normalmente scoppiano (e sono scoppiate anche a Trento), quando debutta il sistema di raccolta porta a porta con l'esposizione dei sacchetti sulla pubblica via.

La rivoluzione dei rifiuti invisibili è alle porte: scatterà in autunno e in questi giorni sono in corso gli ultimi lavori per l'interramento delle apparecchiature per la raccolta.

Tra i cantieri più visibili delle nuove isole ecologiche quello di via Galilei, dove è in fase di installazione uno dei quattro macchinari “complessi”, dotati cioè di sistemi di compattamento hi-tech del tipo di quello presente da una decina d'anni in piazza Cesare Battisti. In gergo lo chiamano “canguro” ed è stato impiegato anche in altri centri trentini come Riva del Garda. Gli altri sono stati già messi in funzione in piazza Garzetti e piazzetta 2 Settembre.

La seconda tipologia è quella dei cosiddetti sistemi a caduta: li troveremo in piazza Erbe, via San Marco (impianto già esistente) e via Torre Verde. «Si tratta di un sistema molto semplice – spiega Marchesi -: la campana è semplicemente collocata sotto terra». Un simile impianto è già presente in via Esterle, fuori dalla Ztl.

La terza soluzione tecnica è anche la meno costosa: un locale chiuso dove sono posizionati i contenitori, accessibile con la chiave in possesso dei residenti e degli addetti alla raccolta. Un'isola ecologica in superficie di questo tipo sarà ricavata al lavatoio ex Rizzi, vicino a via Verdi.

Manca poco all'ultimazione dei punti di raccolta: «In via Galilei i lavori sono in corso, a brevissimo inizieranno al lavatoio, poi toccherà a via Torre Verde, che sostituirà l'isola prevista in via San Martino, dove il buco scavato è stato richiuso dopo il ritrovamento dei resti archeologici», precisa l'assessore. «La Sovrintendenza dovrà decidere se e come rendere visibili i reperti nell'ambito della risistemazione viaria dell'arredo urbano».

Conferiranno nelle isole solo le famiglie che non hanno cortiletti o vani condominiali. Negli altri casi, i rifiuti verranno prelevati in loco dagli operatori di Dolomiti Energia. La raccolta inizierà a novembre.

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