Arco, viaggio tra gli obbrobri della stazione

Carlo Tamanini, storico farmacista arcense, li mostra uno dopo l’altro: «Una schifezza estetica, una vergogna!»


di Sergio Molinari


ARCO. Il dottor Carlo Tamanini sopporta il caldo più della sciatteria. Molto di più. E' con impeccabile giacca e camicia che, sotto il solleone di luglio, lo storico e combattivo farmacista ci ha invitato, poco prima di mezzogiorno, ad una “visita guidata” (guidata da lui!) alla stazione delle corriere di Arco. “I casi sono due – ci spiega con la solita verve che porta a spasso da più di ottant'anni – O questa stazione fa schifo, come ho ripetuto da mesi a chi ci amministra; oppure mi dichiarino ufficialmente imbecille... visto che nessuno si sogna di metterci rimedio!”

Schifo estetico nei dettagli, s'intende, perchè come edificio – vagamente liberty – la vecchia autostazione della città delle palme potrebbe avere qualche pretesa....

Tamanini con passo svelto ci accompagna dentro e fuori il caseggiato. Sembra un artigiano che fa il punto dei restauri indilazionabili. Si comincia dalle colonnine che tengono su la tettoia che ripara l'utenza dalla pioggia: sgrostate, marce in alcuni punti, invecchiate e piene di magagne come le zampe di un pachiderma centenario. Poi l'indice di Tamanini punta in alto, con orrore, agli antiquati neon dell'illuminazione: un covo di ragnatele, di polvere, di sporcizia e di muffa. E quindi si sposta alle transenne arrugginite che tengono su un settore della pensilina (“le ha fatte Angelini padre!” - commenta). Poi si passa alla sala d'attesa, dove – anche soprassedendo sugli arredi da Bronx – non si può fare a meno di notare che il giro d'aria, nella calura soffocante, è provocato da una mano pietosa, che non sapendo come spalancare e tenere aperta la porta antidiluviana, ha pensato genialmente di impuntarla con un disgustoso cestino (pieno!) di rifiuti. Impagabili poi le cornici dei vetri e di quelli che furono, nei tempi gloriosi, gli sportelli della biglietteria. Si va dallo stucco (a occhio d'epoca asburgica) al compensato, dal panforte alla plastica. E non può mancare un salto nei servizi igienici, dove Tamanini – un po' immodestamente – fa capire d'aver conquistato, a furia di rimbrotti nelle stanze del potere, porte decenti, per poi ammettere malinconicamente, però, che la sua lotta per la ricollocazione degli specchi è stata fallimentare: e infatti nelle ritirate della stazione di Arco, uomini e donne, se vogliono vedersi le rughe, devono cercare un qualsiasi vetro riflettente. Impresa quanto mai ardua, perchè appena usciti dai servizi...ci si imbatte in una porta (quella che collega i due piazzali) che i vetri li ha persi in qualche battaglia tra monelli: decenni addietro.Insomma un'indecenza, una sensazione di degrado senza scampo. “E' incredibile!– sbotta Tamanini prima di riprendere la strada della farmacia con un diavolo per capello – Questa stazione è una vergogna. E non lo vedono solo i passeggeri di linea, ma anche i turisti, che con i loro pullman vengono proprio qua a far sosta e carico-scarico. E' vero che abbiamo un sindaco cosmopolita, ma mi chiedo a cosa serva se non riesce a dare un'occhiata alla sua cittadina, che nel punto di ritrovo dei viaggiatori fa veramente una figura meschina!”!













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

Primo piano

Energia

Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

CONVEGNO

Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle