Anche Bregantini difende i pendolari

Colpiti i collegamenti Nord-Sud: «Dov'è il bene comune?»



TRENTO. «Come ci ha ricordato di recente Papa Benedetto XVI, il vero peccato sociale nasce quando non c'è più una politica che tutela i diritti e i bisogni della gente perchè si separa l'economia e il mercato dalla solidarietà».  E' il contenuto della dichiarazione rilasciata dall'arcivescovo di Campobasso-Bojano, monsignor Giancarlo Bregantini (trentino originario della val di Non), il quale ha voluto esprimere tutto il suo rammarico e la sua preoccupazione per quanto riguarda il disagio che recherà ai molti pendolari del Molise, così come alle altre realtà meridionali, la decisione del ministero allo Sviluppo e ai trasporti, di sopprimere dal prossimo 12 dicembre alcuni treni notturni che collegano il Sud al Nord. Un provvedimento che, come si è visto, va a toccare anche la nostra regione (vedi il Bolzano-Lecce), con la soppressione di numerosi convogli a lunga percorrenza.  «Non possiamo accettare - dice monsignor Bregantini - che treni così indispensabili per la gente, per i lavoratori vengano cancellati definitivamente, perchè questo porterà soprattutto il Meridione d'Italia ad una ulteriore emarginazione e molti dipendenti perderanno il loro lavoro».  Bregantini, essendo un abituale passeggero dei treni che vanno dalle Regioni del Sud fino all'estremo Nord, per motivi pastorali e familiari, si chiede assieme alla sua gente che soffrirà questo disagio dei treni di notte, «dove sta la responsabilità e l'equità in queste decisioni di Governo» e soprattutto «si rischia di non tenere più conto del bene comune e di potenziare piuttosto l'inquinamento, la disoccupazione e la disparità Nord-Sud?». «Dobbiamo tutti impegnarci di più - afferma il presule - in una operosità che sia quotidiana e a servizio dei cittadini, lasciandoci visitare dall'urgenza reale di una migliore qualità di vita per tutti».  L'auspicio, per Bregantini, è che la Manovra economica sui trasporti venga rivista e sanata e che tra le Diocesi e le Regioni, che saranno private di questo vitale servizio ferroviario, «ci sia più concertazione per mobilitarsi a difesa della reciprocità e della giustizia sociale», ha concluso il suo intervento il vescovo trentino.

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