Acciaieria, la Feralpi pronta all’acquisto

La conferma da parte della proprietà. I sindacati: «L’obiettivo è mantenere i livelli occupazionali»



BORGO. Si è tenuto ieri mattina a Trento nella sede di Confindustria l'incontro tra le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil e i rappresentanti del gruppo Leali, proprietario di Acciaieria Valsugana di Borgo.

Durante l'incontro l'azienda ha confermato ai rappresentanti sindacali, Luciano Remorini e Manuela Terragnolo, che Accaieria Valsugana è stata posta in liquidazione volontaria e che è stata presentata domanda di concordato preventivo con prosecuzione di attività. I rappresentanti del gruppo Leali hanno inoltre ribadito che è pervenuta all'azienda una dichiarazione di interesse al subentro da parte del gruppo Feralpi, precisando che non si tratterebbe di un affitto di ramo d'azienda, ma dell'acquisto dello stabilimento di Borgo. Ciò potrà avvenire comunque sono dopo l'eventuale omologa del concordato.

«In considerazione dell'interessamento di Feralpi all'acquisizione di Acciaieria Valsugana in liquidazione - avvertono i sindacalisti di Fim e Fiom, Remorini e Terragnolo - il confronto sindacale sul futuro produttivo dello stabilimento di Borgo potrà incominciare solo quando ci sarà l'ufficializzazione da parte degli organi giudiziari dell'ammissione al concordato».

Fino ad allora i circa cento dipendenti della società metallurgica dovranno fare i conti con l'incertezza di una situazione ancora in divenire. «Da parte nostra - chiariscono i sindacalisti - vogliamo che i tempi per aprire la trattativa si accorcino il più possibile e per questo confidiamo, da un lato, in un iter giudiziario particolarmente celere e, dall'altra, in un proficuo confronto sindacale garantito solo da una concreta dimostrazione da parte di Feralpi della disponibilità a rilanciare la produzione di Borgo».

Quest'ultima prospettiva sembrerebbe legata, almeno nelle intenzioni iniziali dei potenziali acquirenti, al futuro destino dello stabilimento metallurgico di Odolo in provincia di Brescia, oggi ancora di proprietà del gruppo Leali.

«Non ci nascondiamo - affermano Remorini e Terragnolo - che la discussione del progetto industriale per Borgo non sarà semplice. Ma fin d'ora ribadiamo che la nostra richiesta sarà quella del rispetto degli impegni già assunti dall'attuale proprietà, a partire dai livelli occupazionali garantiti dal contratto di solidarietà, e dagli investimenti previsti per adeguare gli impianti al rispetto dei vincoli ambientali».













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