Accattoni ubriachi e con il coltello

Controlli a raffica nelle strade del centro, indagati diversi stranieri dell'Est



ROVERETO. Il sospetto è che dietro al proliferare di accattoni in centro città ci sia un'organizzazione, una sorta di racket. Ma a conforto della tesi non ci sono ancora gli elementi. Quello che è certo è invece che molte delle persone che chiedono la carità sono irregolari o commettono irregolarità. Nei giorni scorsi è partita una campagna di controlli e gli agenti del commissariato hanno indagato diverse persone per distinti tipi di reato. Finora la polizia ha controllato, portandoli in commissariato e verificandone le generalità, una ventina di stranieri. Quasi tutti provenienti dall'est europeo.

In base a una superficiale conoscenza delle norme, si pensa che tutti i cittadini comunitari possano circolare in Italia senza alcun obbligo. In realtà non è così, come hanno scoperto ad esempio alcuni romeni controllati dalla polizia. Gli stranieri comunitari, se si fermano nel nostro paese per più di 8 giorni, devono innanzitutto firmare una dichiarazione di presenza. In caso contrario, vengono considerati presenti sul territorio da oltre 3 mesi e dunque tenuti a iscriversi all'ufficio anagrafe. Cosa tutt'altro che semplice, per un senzatetto: bisogna avere un domicilio, un lavoro, o comunque dichiarare il motivo della propriapresenza in Italia.

Con questi presupposti, un gruppetto di quattro stranieri ubriachi fradici sono stati fermati giovedì in corso Rosmini e si è scoperto che due, ucraini, erano sì regolari ma non avevano con sè il permesso di soggiorno (un reato per il quale sono ora indagati). Tutti e quattro sono stati poi denunciati per ubriachezza molesta. Un altro straniero, pure dell'Est, è stato indagato per porto ingiustificato di strumento atto ad offendere: in particolare, aveva addosso un coltello, che gli è stato sequestrato. Dopo due giorni di controlli a tappeto, ieri di accattoni non se ne sono visti. Magari è un caso, ma forse è corsa voce che Rovereto non è più così accogliente e tollerante verso chi con una mano chiede la carità mentre con l'altra delinque.













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