PISTE CHIUSE

È l’anno dello scialpinismo e del fondo 

Il mercato si sposta. Con l’apertura degli impianti rimandata a data da destinarsi, i consumatori guardano (e acquistano) ad altre discipline invernali Lo confermano gli operatori del settore: «Forte aumento di richieste per lo sci nordico, ma non potrà mai compensare il crollo della discesa» 

di Valentina Leone

TRENTO. La profonda incertezza nel settore dello sci da discesa sta progressivamente dirottando gli appassionati dello sport sulla neve su sci di fondo, sci alpinismo e ciaspole. Nulla che potrà anche solo lontanamente compensare le perdite derivanti dal comparto stoppato dal governo onde evitare assembramenti e aumento dei contagi, ma è possibile che quest’anno in tanti si riscoprano fondisti o escursionisti d’alta quota.

«Abbiamo un aumento, certo non proporzionale al crollo delle richieste per sci da discesa, di persone che si orientando sullo sci alpinismo, oppure su ciaspole, ramponi e ramponcini», spiega Luca Bonfante, responsabile vendite del punto vendita Sportler Alpin di Trento. «Ho sentito i miei colleghi dei punti vendita altoatesini e loro confermano che anche per gli sci da fondo c’è un forte aumento delle richieste. Ripeto, nulla che possa compensare altri comparti fermi».

Se su queste discipline c’è movimento, infatti, per lo sci da discesa è profondo rosso: «Siamo fermissimi, direi a zero. A parte qualche cliente che acquista giacche o pantaloni, sull’attrezzatura davanti a questa incertezza si aspetta, e chi ha già buoni prodotti nell’armadio, vista la situazione, magari attenderà un altro anno prima di rinnovare». Bonfante sottolinea che comunque chi si orienta su nuove discipline è bene che sia preparato, anche a livello tecnico, e che usi l’attrezzatura adeguata: «Per chi opterà per lo sci d’alpinismo credo che in tanti pensino di fare risalita delle piste, e io consiglio di partire da percorsi tecnicamente semplici. Per chi vuole usare le ciaspole io raccomando sempre di dotarsi di pala, sonda e Artva, salvo che non si vada su percorsi a bassa quota e sicuri». Da escludere, invece, che ci sia una svalutazione della merce: «Non ci saranno sconti pazzeschi, qualcosa come sempre a gennaio ci sarà, almeno per lo sci alpino».

L’arrivo della neve giusto ieri, dopo un lungo novembre quasi primaverile, ha contribuito a bloccare la corsa al rifornimento di attrezzatura: «Noi trattiamo prevalentemente sci alpinismo e telemark e si sa che finché non nevica non agli acquisti non ci si pensa», commenta Carla Baù, socia del negozio Makalù di Rovereto. «Per noi ovviamente sarebbe bello se un po’ di sportivi si spostassero sullo sci alpinismo, ma è vero che serve tecnica che non tutti hanno, non è come fare una passeggiata con le ciaspole».

A fermare Decathlon, invece, ci ha pensato la zona rossa: il punto vendita di Bolzano, infatti, ha riaperto solo lunedì, «quindi è ancora troppo presto per capire quali saranno le scelte dei nostri clienti», ci spiega la responsabile del reparto sci.

Giuseppe Monteleone, titolare del negozio Sportissimo di Predazzo, rileva un crescente interesse per lo sci nordico, «ma parliamo di numeri che mai e poi mai potranno compensare il calo netto che stiamo registrando rispetto agli altri anni, poi io lavoro molto coi club e coi noleggi stagionali», chiarisce. «Ho notato che diverse persone che di norma fanno discesa quest’anno sono venute a chiedere informazioni, a dare un’occhiata all’attrezzatura da fondo. Del resto, ad oggi, sembrerebbe l’unica cosa che riuscirà a partire: dubito che con neve naturale e in solitaria qualcuno possa impedire di andare con gli sci di fondo. Anche la società di sci dei ragazzi di Predazzo so che ha detto che se non si potrà fare discesa si cercherà di fare qualcosa col fondo. Vediamo, il motto per questa stagione è - conclude - salviamo il salvabile».