Il racconto

Trentino Music Arena, buona la prima (ma con 10mila persone). Gli agenti sul campo: «Oggi sarà un assalto»

Un Vasco in gran forma e molto emozionato ha lanciato un lungo messaggio contro la guerra. Quasi tre ore di concerto con la scaletta confermata, a parte l'assenza a sorpresa di "Anima fragile"



TRENTO. L'uragano rock di Vasco Rossi a Trento è iniziato con la prova generale per i fan, un vero e proprio concerto. E ci sono parecchie notizie.

La prima notizia: il soundcheck-concerto di ieri sera (19 maggio) che doveva essere la “prova generale” di quello che sarà la futura Trentino Music Arena ha superato la prova. Ci dovevano essere quindicimila persone, in realtà secondo gli agenti della questura schierati all’ingresso nella zona nord saranno stati sì e no diecimila i fan presenti.

Numeri che sono dunque nemmeno un decimo di quelli previsti stasera (20 maggio) al concerto da almeno 110mila persone, ma che fanno capire come un’area da concerti da 10-20 mila persone potrà “reggere” senza grossi problemi.

Altra cosa, e altre considerazioni ovviamente, per il concerto vero e proprio di oggi.

E arriviamo alla seconda notizia: c’è grandissima preoccupazione tra gli uomini in servizio per la giornata di oggi, soprattutto – dicono lontano dai microfoni – perché molti fan già ieri sono arrivati all’Arena senza conoscere tutte le disposizioni che erano state emanate per  viabilità, parcheggi, ordine pubblico.

La terza notizia, quella più musicale: Vasco Rossi era emozionato come un bambino sul palco, per quasi tre ore si è scatenato ma ha anche giocato con gli sguardi con i suoi irriducibili del Blasco Fan Club, e non ha mancato di lanciare messaggi forti, come il suo solito, soprattutto contro la guerra.

La quarta notizia: tutte le connessioni, ad iniziare da quella telefonica, hanno retto all’arrivo di diecimila fan in un’unica area. Ora c’è da vedere cosa succederà oggi quando gli spettatori saranno dieci volte tanto.

Insomma, la prova generale del mega evento di oggi è stata superata a pieni voti, ma ovviamente si tratta di un evento difficilmente comparabile a quello che succederà oggi.

La scaletta del concerto di prova per il Fan Club ha rispecchiato perfettamente le previsioni della vigilia, con l’unica eccezione di “Anima fragile” che con grande disappunto dei fan più vecchi non è stata eseguita.

Quasi tre ore di concerto, con Vasco che sale sul palco alle 21.14 e che lascerà quel palco solo pochi minuti prima di mezzanotte.

«Finalmente di nuovo insieme, finalmente Trento!», le parole del Kom tra il visibilio del suo popolo mentre le ultime luci del tramonto si affievoliscono in lontananza, lasciando una magnifica immagine di sfondo con le creste delle montagne, ad iniziare dal Bondone, che disegnano un contorno naturale all’Arena.

Vasco ha la voce potente di chi è pronto da almeno due anni a tornare sul palco, il suono che esce dalle casse è potente ma nitido. I diecimila del Fan Club sono tutti sotto il palco, in quello che oggi sarà il “Pit 1” e sembra quasi che Vasco guardi negli occhi ognuno di loro.

«Ormai io sono vaccinato, sai», canta Vasco sulle note di “Eh già”, aggiungendo a squarciagola «e con la terza dose!!!».

«È fantastico rivedervi, oh! Ormai non ci credevo neanche più», dice poi Vasco. «Anzi non mi sembra neanche vero. Sono molto, molto emozionato, molto eccitato. È stata lunga, dura, però siamo ancora qua!» dice il Blasco, prima di lasciare di nuovo la parola alla musica.

Poi, quando su Trento sono passate da poco le 23 e il concerto è nel suo pieno di rock, ecco che il Vasco-pensiero si staglia in tutta la sua forza contro la guerra, mentre la band prosegue il riff di “Sballi ravvicinati del terzo tipo”: «Tutte le guerre sono sporche, tutte le guerre sono contro i bambini, tutte le guerre sono contro gli anziani! Fuck the war! Noi siamo contro la guerra, la musica è contro la guerra! Pace, amore e musica! Date una chance alla pace!».

E poi via, fino al gran finale con “Siamo solo noi”, “Vita spericolata”, “Canzone” e “Albachiara”. Sono le 23.41 quando il Blasco inizia a sibilare “Respiri piano per non far rumore…” e i fan sotto il palco ormai non hanno più voce, ma urlano ancora.

Vasco saluta e lascia sul palco la band per gli assoli finali.

Poi il lento deflusso dall’Arena, che con “sole” diecimila persone prosegue senza alcun intoppo. In nemmeno mezz’ora dal palco si arriva all’ingresso a fianco della Cantina Sociale di Trento e alla rotatoria del Mc Donald’s.

«A parte qualche problemino all’apertura dei cancelli (con cinque persone rimaste leggermente contuse dalla calca, ndr) tutto è filato liscio dal punto di vista dell’ordine pubblico. Ma oggi sarà tutta un’altra storia», dice un agente preoccupato ma che intanto può archiviare la prima delle due serate (quella ovviamente più facile) senza altri problemi.

Alla rotatoria del Marinaio gli agenti della municipale e della Forestale chiamati in aiuto sono già proiettati alla giornata del maxiconcerto e le parole non sono incoraggianti: «Prepariamoci ad un assalto, quello che ci fa rabbia è che sono troppi i fan che non avevano letto le indicazioni operative e che si sono presentati impreparati. E quelli del soundcheck erano i fan irriducibili, quelli che di solito si informano di più. Non oso immaginare quello che passeremo oggi».

Intanto la prima prova della Trentino Music Arena è passata liscia. Se in futuro le attuali aree “Pit 2” e “Pit 3”, quelle più lontane dal palco per intenderci, saranno utilizzate come parcheggi e dunque l’Arena potrà essere “autosufficiente” per le esigenze di organizzatori e pubblico, compresi i parcheggi auto, allora il piano sarà completo.

La speranza è che la giornata che ci apprestiamo a vivere con il maxi evento da 110mila persone e più, con tutti i disagi che porterà, non cancelli quanto di buono si è visto nel concerto-soundcheck da 10mila persone, quello che ha fatto intravedere il futuro di un’Arena che potrebbe portare il Trentino in una dimensione di eventi fin qui impensabile.

















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