Incidenti

Strade a rischio in regione: un motociclista su tre non rispetta limiti e regole 

Dopo la tragedia della Mendola parla il colonnello Raffaele Rivola, comandante altoatesino dell’Arma dei carabinieri: «Per le moto sui passi abbiamo un piano di controlli: da maggio ad oggi ne sono stati effettuati 371, contestate 110 infrazioni»


Antonella Mattioli


BOLZANO. «Il sorpasso in curva o sulla striscia continua è la principale infrazione che viene contestata durante i controlli effettuati dalle nostre pattuglie sulle strade dei passi. Quelle più amate da motociclisti e ciclisti; ai quali oggi si aggiungono le bici elettriche. Aumenta il traffico; le strade sono sempre più affollate da diversi tipi di mezzi e crescono i rischi».

Chi parla è il colonnello Raffaele Rivola, comandante provinciale dei carabinieri, che già all’inizio della primavera ha deciso di intensificare i controlli sulle strade dei passi. Obiettivo: innanzitutto cercare di sensibilizzare alla prudenza. Nella speranza di evitare tragedie come quella che giovedì pomeriggio ha bruciato la vita e i sogni di Alex Höller, 23 anni di Bolzano, e Corinna Bernard, 24 anni di Lana: sono morti sul colpo mentre in moto salivano al passo della Mendola.

Una strada che Höller conosceva benissimo, per averla percorsa decine di volte. L’incidente, tra il secondo e il terzo tornante; subito dopo aver superato una macchina, il motociclista - in base ai primi rilievi effettuati dai carabinieri- ha perso il controllo della sua Kawasaki Ninja. È stato un attimo e i due giovani sono stati sbalzati in mezzo alla boscaglia che costeggia la strada, morendo sul colpo.

Colonnello, i cittadini chiedono un’intensificazione dei controlli, in particolare sulle strade dei passi.

I controlli si fanno già. Ma serve maggior responsabilità da parte di tutti.

Quanti controlli avete fatto finora?

Dal 14 maggio fino a fine settembre abbiamo pianificato 40 date in cui, in determinate fasce orarie, si effettuano i controlli: ogni volta su quattro passi. Si tratta di azioni concordate assieme alle altre forze dell’ordine, coordinate dal prefetto, e fatte in collaborazione con Provincia e Comuni. C’è un’ attenzione particolare sulle moto; ma non solo su questi mezzi, visto l’affollamento sulle strade.

Finora quante moto sono state controllate?

Da maggio a fine luglio 371 e sono state contestate 110 infrazioni: vuol dire che un motociclista su tre ha violato il codice della strada. Sono stati tolti complessivamente anche 200 punti. In collaborazione con i Comuni effettuiamo anche la misurazione del rumore, perché c’è chi toglie il silenziatore dalla marmitta. Il rumore è considerato spesso un valore aggiunto. Peccato che mal si concili con l’ambiente di montagna. E sia poco gradito oltre che da residenti e turisti, dagli animali.

La principale infrazione?

Come detto i sorpassi in punti in cui sarebbero vietati.

E la velocità?

Sulle strade dei passi c’è il limite dei 50 all’ora che viene spesso e volentieri superato. Purtroppo, c’è chi non ci si rende conto che anche 60 all’ora, possono essere troppi per le caratteristiche della strada stessa.

Non per tutti ovviamente, ma la moto, soprattutto se di una certa cilindrata, è sinonimo di velocità.

Non c’è dubbio. Ma per chi ama la velocità ci sono i circuiti dove si può correre in sicurezza. Farlo sulle strade “normali” dove convivono auto, bici e bici elettriche è ad altissimo rischio per se stessi e per gli altri.

Il fenomeno delle e-bike è letteralmente esploso negli ultimi anni.

La bici con la pedalata assistita consente di arrivare praticamente ovunque, anche a persone che la bici tradizionale non la usano mai. È sicuramente una bella opportunità, ma c’è il rovescio della medaglia.

Che sarebbe?

C’è chi scende a velocità elevata, senza avere una perfetta conoscenza e padronanza del mezzo. Questo è un po’ il rischio che si corre quando si rendono le cose troppo facili e alla portata di tutti.

















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