Ripresi dalle fototrappole: sono sei i lupi dello Zugna
Rovereto. La loro presenza era già certa e documentata, ma quanti e come organizzati fossero i lupi che battono la zona dello Zugna e del versante trentino del Carega, con Passo Buole come fulcro del...
Rovereto. La loro presenza era già certa e documentata, ma quanti e come organizzati fossero i lupi che battono la zona dello Zugna e del versante trentino del Carega, con Passo Buole come fulcro del loro territorio, era ancora da chiarire. Ora grazie ad Andrea Fraporti e Paolo Togni se ne sa molto di più: un branco di sei animali, guidati da un maschio dominante. Sono stati ripresi in una sequenza di qualche minuto (durante il quale il momento più buffo è l’affacciarsi del maschio alfa proprio davanti alla telecamera, che evidentemente lo incuriosiva o infastidiva con la sua luce) da una fototrappola piazzata a circa 1600 metri di quota. Coronamento di un lavoro di ricerca durato più di due mesi, serviti ai due naturalisti per individuare i sentieri percorsi abitualmente dal branco per poter collocare con la necessaria efficacia le fototrappole. Fino, l’altra notte, alla conclusione: questa sequenza che documenta esattamente dinamiche e composizione del branco.
Il lungo lavoro dei due appassionati ha permesso loro di raccogliere anche importanti informazioni dal punto di vista faunistico. Gli escrementi che il branco lascia lungo i suoi sentieri hanno permesso, per esempio, di chiarire che è il camoscio la preda per loro più frequente. Camosci che abbondano in modo particolare sullo Zugna e sulla fascia più alta delle Piccole Dolomiti, mentre più in basso, verso i Lessini, sarebbero i cinghiali a sostenere in modo significativo le esigenze alimentari dei lupi.
Secondo Andrea Frapporti, che nel suo peregrinare sulle tracce del lupo ha trovato anche i resti di numerosi pasti, sarebbero soprattutto esemplari giovani o debilitati a subire la predazione del lupo. Che avrebbe ormai riconquistato sulle montagne del basso Trentino il ruolo di selezionatore e regolatore della fauna che la natura gli ha assegnato dalla notte dei tempi.
Negli ultimi decenni le popolazioni soprattutto di camoscio e di cervo si sono moltiplicate in misura impensabile solo 30 anni fa e a loro si è aggiunto il cinghiale, del tutto inusuale per la nostra zona fino ai tempi più recenti. Una ricchezza di prede che ha permesso il rapido consolidamento di una popolazione di lupi, dopo l’arrivo quasi casuale della prima coppia sui Lessini.
Il branco appena documentato nel suo girovagare dovrebbe arrivare fino a monte della nostra città, preferendo comunque le quote più elevate. L.M