Cremazione, pratica scelta per due defunti su tre
RIVA. A Riva continuano a crescere le cremazioni e il Comune, volendo incoraggiare la pratica, continua a contribuire alle spese, anche se rispetto a un paio di anni fa l’esborso richiesto alle...
RIVA. A Riva continuano a crescere le cremazioni e il Comune, volendo incoraggiare la pratica, continua a contribuire alle spese, anche se rispetto a un paio di anni fa l’esborso richiesto alle famiglie è maggiore. Nell’ultimo anno le cremazioni – in costante aumento – sono state 98 (95 in media nell’ultimo quadriennio) e ormai si tratta di una procedura applicata su oltre due terzi dei defunti rivani. L’amministrazione comunale da circa un ventennio ha riconosciuto l’opportunità di incentivare il ricorso alla pratica della cremazione in alternativa all'inumazione – in quanto con tale operazione si conseguono effetti positivi sia dal punto di vista igienico-sanitario che da quello della gestione del territorio, al fine di contenere l'incremento delle aree da destinare alle sepolture – e pertanto sulla base di deliberazioni annuali la Giunta municipale ha provveduto ad assumere a carico del bilancio comunale, oltre alle spese per le operazioni di cremazione presso le are crematorie di Mantova, Verona, Brescia nonché di Bolzano, anche quelle relative al trasporto dal cimitero comunale al forno crematorio. La cremazione non è gratuita (l’importo richiesto è di 250, aumentato rispetto ai 200 euro in vigore fino al 2016, una tariffa parificata con quella dovuta per l’inumazione in campo comune), ma la somma domandata ai familiari del defunto copre poco più della metà della spesa (il 51,6%, all’ultimo rilevamento): il resto – si parla di una cifra stimata in 25 mila euro per il 2019 – lo mette il Comune (si può dire dunque che per far risparmiare circa la metà a chi crema il proprio caro estinto, tutti i rivani, neonati e anziani compresi, devolvono poco meno di un euro e mezzo all’anno). L’ente pubblico contribuisce ai servizi di trasporto e cremazione a condizione che il defunto in vita sia stato residente nel comune di Riva (oppure che, pur non residente a Riva al momento del decesso, sia stato in passato iscritto nell’anagrafe della popolazione residente e sia “emigrato” per risiedere permanentemente in una struttura socioassistenziale o presso parenti in linea retta di primo grado), che il trasporto della salma avvenga con partenza dal cimitero comunale alle are crematorie di Mantova, Verona, Brescia o Bolzano e che le ceneri vengano tumulate o disperse sempre nell'ambito del territorio comunale. È previsto anche lo scenario in cui il Comune si assume solo il costo del servizio di cremazione (e non del trasporto), nel caso in cui un defunto non residente sia deceduto e le sue ceneri vengano tumulate o disperse in territorio comunale. Se poi le ceneri vengono traslate in un altro comune entro cinque anni, scatta l’obbligo di rimborsare l’amministrazione municipale rivana delle spese sostenute. (m.cass.)