Brione, il pericolo di morte non ferma biker e pedoni 

Frana la montagna. In molti, anche ieri pomeriggio, hanno oltrepassato gli sbarramenti: incuranti dei divieti sono transitati sotto la parete mentre erano in corso i lavori di disgaggio

di Gianluca Marcolini

Riva. Più esplicito di così, il cartello, non potrebbe essere. chi si avvicina allo sbarramento che impedisce, in questi giorni, di percorrere la litoranea fra riva e torbole, e la ciclabile affacciata sul garda, si trova a tu per tu con un avviso che lascia poco spazio a dubbi o incomprensioni: «pericolo di morte». chi transita ai piedi del monte brione, in barba a ordinanze e divieti, mette a rischio la propria incolumità perché sopra la sua testa, poco più in alto, c’è un masso enorme pronto a staccarsi e a franare con la stessa intensità, e pericolosità, di quello che una settimana fa ha distrutto la paramassi e, frantumandosi, è finito sulla ciclabile, nel giardino del baia azzurra e sulla spiaggia. fortuna ha voluto che non vi fosse nessuno sulla sua traiettoria. ma la dea bendata non va sfidata troppe volte.

Ieri pomeriggio, proprio quando avrebbero dovuto tenersi le prime esplosioni delle microcariche infilate nella roccia, per liberare la parete dai massi più grossi e instabili, in diversi biker ed escursionisti sono passati, come nulla fosse, ai piedi del monte brione, fregandosene di segnaletica e avvisi, spostando, aggirando e scavalcando le barriere poste a impedire proprio il passaggio di biciclette e pedoni. il brillamento delle microcariche è stato rinviato a oggi (mancavano, ieri, le autorizzazioni al trasporto dell’esplosivo), ciò nonostante sono proseguiti, lungo la parete rocciosa, i disgaggi che da qualche giorno stanno svolgendo i tecnici incaricati dal servizio geologico della provincia, dunque con il forte pericolo della caduta di sassi di dimensioni sufficientemente consistenti da provocare danni ingenti, anche mortali.

A domanda precisa, c’è stato chi ha risposto così: «sì, ho visto i cartelli di divieto e le barriere, ma perché dovevo fermarmi? cosa è successo?». qualcuno è stato visto addirittura trascinare la bici sopra i massi piombati, sette giorni fa, sulla ciclabile per poi proseguire la propria pedalata in tutta tranquillità, ignaro (o infischiandosene) del pericolo appena corso.

Ignorata anche la fettuccia biancorossa che avrebbe dovuto impedire l’accesso al sentiero che conduce ai forti sul brione.

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