il caso

Perseguita l’assistente sociale che segue le sue figlie minorenni: foglio di via

L’uomo, residente a Trento, si era presentato alla Questura con le labbra cucite e minacciando di darsi fuoco



BOLZANO. Sono quasi all’ordine del giorno, purtroppo, le richieste a seguito delle quali le forze di polizia sono chiamate ad intervenire d’urgenza per far fronte a situazioni di grave criticità derivanti da atti persecutori.

Nella giornata di ieri, domenica 22 settembre, la Squadra Mobile della Questura di Bolzano ha eseguito la misura cautelare del divieto di contatto e di avvicinamento emessa dal Tribunale di Bolzano nei confronti di un cittadino iracheno di 41 anni, regolare sul territorio nazionale e residente a Trento, indagato per aver posto in essere atti persecutori nei confronti di un’assistente sociale incaricata di seguire le figlie minori di cui aveva perso recentemente la responsabilità genitoriale.

Nello specifico, nello scorso mese di agosto, l’indagato si era presentato presso la Questura di Trento con le labbra cucite e minacciando di darsi fuoco, intimando agli agenti di Polizia di chiamare la persona offesa, unica in grado, secondo il suo racconto, di fornire spiegazioni di questo gesto estremo.

Sin da poche ore dopo questo episodio, ed in maniera ripetuta ed ossessiva nei giorni seguenti, l’indagato aveva ripetutamente contattato telefonicamente la parte offesa, minacciandola di raggiungerla nel suo ufficio con una tanica di benzina ed esplicitando precisi intenti omicidiari e suicidari.

Tali minacce avevano indotto il questore – nelle more dell’emanazione in via d’urgenza, da parte dell’autorità giudiziaria, del provvedimento cautelare eseguito ieri – aveva disposto uno specifico servizio di vigilanza presso l’abitazione e presso l’ufficio dove la vittima presta la propria attività di assistente sociale.

L’uomo già in passato era stato stato sottoposto ad altro procedimento penale per il reato di maltrattamenti in famiglia (nell’ambito del quale era stato destinatario di analoga misura cautelare) ai danni delle due figlie minori, oggi alloggiate in strutture di accoglienza ad indirizzo segreto.

Per gli stessi motivi, in considerazione della gravità dei comportamenti tenuti dall’indagato e della recidiva nel commettere i reati per i quali è accusato, il questore della Provincia Autonoma di Bolzano Paolo Sartori ha emesso nei confronti del 41enne iracheno la misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno nel Comune di Bolzano per i prossimi 4 anni, nonché avviato nei suoi confronti l’iter finalizzato alla revoca del permesso di soggiorno.

“Sono sempre più i casi in cui le Forze di Polizia sono chiamate ad intervenire per far fronte a violenti episodi di maltrattamenti in famiglia, che rappresentano in sé, tra l’altro, preoccupanti esternazioni di problematiche di carattere culturale, le quali troppo spesso colpiscono vittime non in grado di difendersi – ha evidenziato il Questore Sartori –. In questo caso, peraltro, i comportamenti persecutori hanno avuto come vittima anche un Assistente Sociale nell’esercizio delle sue funzioni. Questo episodio rafforza ancor più l’idea di come le situazioni di criticità che affliggono la nostra società debbano necessariamente essere affrontate facendo rete tra Istituzioni, Enti locali, Centri antiviolenza ed Associazioni di volontariato. La Polizia di Stato è da sempre in prima linea, anche con Progetti specifici, nell’indicare percorsi di presa di coscienza e di consapevolezza del disvalore di quanto commesso, con l’obiettivo, altresì, di aiutare le vittime a difendersi, a chiedere aiuto ed a denunciare le violenze subite”.


 













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