A Piné un commosso silenzio per la Pace

BASELGA DI PINÉ. L’11 novembre 1918 alle 11, su un vagone ferroviario a Compiègne, al confine tra Francia e Germania, fu firmato l’armistizio per la fine della Prima Guerra Mondiale. Partendo da...



BASELGA DI PINÉ. L’11 novembre 1918 alle 11, su un vagone ferroviario a Compiègne, al confine tra Francia e Germania, fu firmato l’armistizio per la fine della Prima Guerra Mondiale. Partendo da questo momento, cent’anni dopo, e per non dimenticare il significato di “futuro di pace”, domenica al Centro Congressi Piné 1000, al suono della tromba si è rispettato un minuto di commosso silenzio. Della cerimonia, coordinata dal presidente del consiglio comunale Giuliano Avi, va evidenziato il coinvolgimento e la calorosa partecipazione della comunità dell’altopiano. Dagli amministratori comunali di Baselga e Bedollo, al parroco, alle associazioni di volontariato numerose sull’altopiano, dalle forze armate, alle scuole che hanno presentato delle poesie sul tema della guerra e 238 disegni di fiori che rappresentavano la pace, fatti dai ragazzini delle elementari, al coro Costalta che ha presentato due significativi brani - Monte Canino e Stelutis Alpini - e dalla presenza dei rappresentanti della Croce Nera, associazione privata austriaca che mantiene viva la memoria dei soldati caduti in guerra, caduti nell’oblio. Dopo la messa, la presentazione del libro, scritto dal professoir Paolo Zammatteo: “Gefallene - Caduti nell’oblio. Piné e i suoi soldati nella Prima Guerra Mondiale”. Una ricerca certosina d’immagini e storia dei soldati, che hanno combattuto sotto la bandiera austro-ungarica, assieme a molti avvenimenti che li hanno visti protagonisti al fronte e nelle retrovie, con l’intenzione di mantenerne la memoria per un futuro di pace. La manifestazione si è conclusa, al suono della banda, al Monumento ai Caduti dove, dopo il saluto del sindaco Ugo Grisenti, i rappresentanti dei gruppi presenti, c’erano anche i giovani ospiti del centro rifugiati politici di Miola, hanno formato la parola pace, con i vasetti di erica donati dalle amministrazioni comunali. (g.s.)













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