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Pendolari del furto da Verona, i colpi accertati in regione sono 57

I colpi sono stati sempre messi a segno nel tardo pomeriggio o alla sera. Nel mirino Povo, Ravina ma anche la Valsugana

TRENTO. Sono 57 i furti o tentati furti in appartamento attribuiti a due cittadini di origine albanese, A.G. di 27 anni e X.A. di 26 anni, residenti nel Veronese, arrestati poco prima di Natale dai carabinieri del reparto operativo di Bolzano.

Finiti in carcere per una serie di «colpi» messi a segno fra novembre e dicembre 2019 in provincia di Bolzano, che raggiungevano ogni giorno come pendolari dalla provincia di Verona: in base ad accertamenti anche in provincia di Trento, il numero di episodi contestati, che ora risalgono fino al gennaio dello scorso anno, è aumentato.

Nel frattempo, i carabinieri hanno anche recuperato molti oggetti e valori considerati provento di furto e sono terminate le operazione di inventario per cui molti dei proprietari sono già stati contattati per la restituzione. In alcuni casi, invece, si è ancora in attesa del riconoscimento.

I furti sono stati sempre messi a segno nel tardo pomeriggio o alla sera, approfittando della momentanea assenza, a volte anche solo per pochi minuti, dei proprietari. 

 

I colpi in Trentino. Sarebbero diversi i colpi riusciti al duo e che hanno toccato Trento - e in particolare la zona di Povo, Ravina, con anche un furto registrato in un'abitazione della frazione Belvedere, poi la zona di San Giuseppe e infine Madonna Bianca. In provincia, invece, la coppia avrebbe agito a Pergine, a Borgo Valsugana e a Levico Terme. Questi, fino ad oggi, i colpi accertati, tutti avvenuti tra ottobre e dicembre del 2019, ma potrebbero esserci ulteriori episodi riconducibili ai due arrestati anche perché è possibile che sino a questo momento qualcuno non abbia sporto denuncia. In questi giorni i carabinieri stanno procedendo con il riconoscimento e la restituzione della refurtiva. A quanto si apprende alcuni gioielli ritrovati dai militari dell'Arma a seguito della perquisizione erano addirittura ancora nel rotolo della gioielleria dove erano stati acquistati e sono già stati riconosciuti dai legittimi proprietari.