Torresani chiude i libri e si dà al ballo e al bricolage 

Il professore in pensione. La sua esperienza di docente si chiude dopo 36 ininterrotti dietro  una cattedra dell’Istituto Pilati di Cles, dove ha insegnato matematica a generazioni di studenti  


Fabrizio Brida


Cles. Trentasei anni sono una vita. Una vita trascorsa in cattedra, con un gessetto e una calcolatrice in mano, a risolvere equazioni e disequazioni, logaritmi e limiti, a spiegare cosa sono le funzioni e le matrici, a illustrare teoremi, formule, proprietà.

In 36 anni vissuti all’Istituto “Carlo Antonio Pilati” di Cles, il professor Fulvio Torresani, docente di matematica laureato in fisica, ha visto intere generazioni sedersi sui banchi delle sue classi e aprirsi al mondo dopo il diploma. Alla fine dello scorso anno scolastico è toccato a lui, una volta concluso l’ultimo esame di Stato, chiudere i libri, riporre la calcolatrice nel cassetto, fermarsi qualche istante davanti all’uscita della “sua” scuola, dove era riconosciuto come un’istituzione, prima di calarsi nella nuova dimensione di pensionato e dedicarsi alla famiglia e alle sue passioni: il ballo, la frutticoltura, la tecnologia, il bricolage, lo sci di fondo.

Parlare della sua esperienza lavorativa è anche raccontare la storia dell’Istituto clesiano. Dopo qualche incarico fuori zona, il professor Torresani, classe ‘55, ha infatti insegnato ininterrottamente al “Pilati” dall’anno scolastico 1983-84 fino al 2019-20.

L’Istituto è nato nel 1966 come sede staccata dell’allora ITI Buonarroti di Trento ed era costituito solo dal biennio ITI. Aveva sede al Palazzo Cominelli, che sorgeva nel luogo dove ora si trova il parcheggio antistante il supermercato Coop.

«Quando vado a comprare qualcosa lì, ho la percezione fisica del tempo che passa» racconta Torresani nel ripercorrere le tappe che hanno portato il “Pilati” dove è oggi. «È stato poi attivato un biennio “maxisperimentale”, dove in una classe convivevano diversi indirizzi: ITI, geometri e commerciale (ragioneria). I gruppi si separavano durante le ore delle specifiche materie d’indirizzo. Le iscrizioni aumentarono per diversi anni di seguito, tanto che si dovettero trovare altri spazi: all’ex filanda, nell’edificio in via Degasperi dove ha ora sede l’UPT, nel palazzo Fuganti in via Trento, che ospita attualmente alcune classi del Liceo Russell».

Nel 1988 l’Istituto è diventato autonomo, ha assunto la denominazione “C.A. Pilati” e si è trasferito gradualmente nell’attuale sede al Polo scolastico. Un po’ alla volta sono stati inseriti nuovi indirizzi di studio, fino a diventare la scuola che tutti nelle Valli del Noce conoscono.

Una scuola che per decenni ha avuto nel professor Torresani una colonna e una presenza costante, preparata, che è rimasta e rimarrà nel cuore di colleghi, studenti, genitori. Cosa resterà, invece, nell’animo dell’apprezzato professore? «Le persone incontrate durante la mia esperienza d’insegnamento – rivela –. Gli studenti, perché ogni nuovo anno era come se ricevessi un po’ della loro freschezza e giovinezza. I docenti, persone preparate e di cultura con le quali era bello comunicare e confrontarsi. Il personale vario, che lavora con diverse mansioni nell’Istituto, senza il cui apporto la struttura non potrebbe funzionare. E poi i dirigenti e i collaboratori: è loro particolare merito se l’Istituto Pilati è una scuola ben organizzata, moderna, efficiente e nello stesso tempo attenta ai rapporti umani. Ho impressi nella mente in modo speciale gli ultimi tre dirigenti che si sono succeduti alla guida del “Pilati”: il dottor Mario Turri, la dottoressa Alessandra Pasini e il dottor Alfredo Romantini. Ricordo tutti con affetto».













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