Mai così numerosi i pellegrini a San Romedio 

La festa dei nonesi. Ieri erano almeno duemila, arrivati da tutta la valle ma anche da fuori Chiesa gremita per la messa celebrata dall’arcivescovo Tisi. Serviti oltre 600 piatti di trippe


Giacomo Eccher


San romedio. Duemila pellegrini la vigilia, altrettanti o quasi ieri: la festa di San Romedio di metà gennaio più che una sagra sta diventando un evento che attira sempre più persone anche da fuori valle. Alla messa delle 11, celebrata dall'arcivescovo Lauro Tisi, la chiesa maggiore dell'eremo era piena già un'ora prima, con gente stipata anche nella sottostante cappella di San Michele, lungo la scalinata. Folla anche alla messa delle 9 che ha visto la presenza degli Schützen nonesi con il loro stendardo che riporta impressa l'immagine del Santo con l'orso, il loro protettore.

Un luogo di silenzio nella natura cruda dell'inverno dove il rumore è lo scroscio dell'acqua del torrente che lambisce alla base la roccia su cui si erge il santuario che martedì sera ha accolto, illuminato da decine di candele e lumini, la grande folla, soprattutto di giovani, che hanno camminato nella notte lungo i tre chilometri da Sanzeno al santuario. «Uno spettacolo di fede che cresce come dimostrano gli ex voto che si allungano negli spazi dedicati alla devozione» - ha detto il priore dando il benvenuto all'arcivescovo e ai fedeli.

Monsignor Tisi, nell'omelia, ha di San Romedio esaltato soprattutto il valore del silenzio, una dimensione che l'uomo moderno sta sempre più perdendo e che è l'unico modo di riuscire a guardarsi dentro, a capire se stessi. «Il silenzio serve per l'igiene anche fisica dell'uomo, senza silenzio diventiamo forestieri anche di noi stessi» - ha aggiunto il vescovo con riferimento alla frenesia dell'essere sempre connessi, senza mai un attimo per una riflessione con noi stessi.

Nel santuario per tutta la giornata è stato un intenso via vai di persone soprattutto al mattino. A mezzogiorno era già stata superata quota 600 piatti di trippe servite fumanti nelle foresteria, anche questa una tradizione che anno dopo anno si implementa richiamando il passato, quando a San Romedio si arrivava rigorosamente a piedi partendo dai vari paesi del circondario e un piatto caldo era il benvenuto dei frati ai tanti devoti che sfidavano i rigori dell'inverno.

Ciò che sorprende davvero però è la crescita anno dopo anno del pellegrinaggio della vigilia, un'idea nata alcun anni fa e che sta diventando sempre più imponente nei numeri nel significato devozionale. Ha funzionato a perfezione anche il servizio navetta gratuito organizzato dai comuni di Sanzeno, Romeno e Predaia con il blocco delle automobili a Sanzeno. Poi la bella giornata ha fatto il resto.













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