L’omaggio della Val di Non a Giovanni Canestrini 

Il personaggio. Nato a Revò nel 1895, uomo di scienza ed evoluzionista, divenne punto di  riferimento per la zoologia a livello europeo. Il Comune di Novella organizza un convegno


Giacomo Eccher


Novella. Una gloria della valle di Non, conosciuto ed attuale nel mondo accademico internazionale ma sconosciuto o quasi nella sua terre d’origine. Parliamo di Giovanni Canestrini (Revò 1835 – Padova 1900) evoluzionista ed eclettico uomo di scienza che venerdì 13 marzo a Revò sarà al centro di un convegno organizzato dall’Associazione culturale Italia - Austria in collaborazione con il Comune Novella ed il patrocinio dell’Università e del Comune di Padova oltre che della Regione Trentino-Alto Adige, della Provincia di Trento e della Cassa Rurale Novella a Alta Anaunia e la compartecipazione dell’Ordine dei Medici del Trentino e dell’Ordine nazionale Biologi d’Italia.

In municipio a Revò la presentazione dei lavori con intervento del Commissario straordinario del Comune di Novella, Giorgio de Concini, e del presidente dell’associazione Italia – Austria, Fabrizio Paternoster.

Nato a Revò da famiglia originaria di Cloz, Canestrini ha frequentato le scuole nel paese e poi a Trento prima di laurearsi in filosofia e scienze naturali (facoltà che all’epoca era unificata) all’Università di Vienna. Pur essendo cittadino dell’impero asburgico, la sua carriera accademica l’ha svolta principalmente nel Regno d’Italia ed in specie a Padova diventando il punto di riferimento scientifico per la zoologia a livello italiano ed europeo.

Ma non solo, è stato uomo legato alla comunità ed alla vita quotidiana delle persone come ha ricordato Paternoster citando l’esperienza di Canestrini come assessore del Comune di Padova impegnato in prima persona nel migliorare la condizione dei cittadini partendo da un principio che per noi oggi sembra semplice e scontato, l’igiene. «A Padova ha realizzato le prima sale di maternità per arginare la mortalità delle puerpere e ha operato per garantire acqua potabile alla cittadinanza».

Canestrini ha lasciato ai posteri una cospicua serie di tracce materiali della sua vita scientifica, sotto forma di reperti museali, cataloghi, lettere, libri, disseminati in diverse istituzioni culturali.

L’obiettivo del convegno è utilizzare queste testimonianze tangibili come spunti per tornare a parlare di una figura significativa della seconda metà dell’Ottocento a 120 anni dalla sua scomparsa. Altro obiettivo è far conoscere Canestrini nella sua valle d’origine – come ha ribadito in particolare de Concini - e mettere l’accento sullo studio e sulla valorizzazione del patrimonio scientifico legato alla sua figura, conservato in gran parte dall’Università di Padova. I lavori come detto sono in calendario venerdì 13 marzo a Casa Campia di Revò, con inizio alle 18. Il programma prevede, dopo il saluto del Commissario comunale de Concini, l’introduzione di Fabrizio Paternoster focalizzata sulla figura di studioso a cavallo tre il mondo tedesco ed italiano. Seguiranno le relazioni del professor Renato Fellin, già professore di Medicina interna all’Università di Ferrara; della dottoressa Elena Canadelli, ricercatrice in Storia della Scienza all’Università di Padova; dell’avvocato Gianfranco Deflorian e del farmacista biologo dottor Giorgio Martini. Moderatore il dottor Luciano Flor, attuale direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova che tra l’altro è originario e vive proprio a Revò.

L’evento si inserisce in una trilogia che, oltre al convegno di Revò, si snoderanno a Padova il 25 marzo all’Università con un convegno eminentemente scientifico su Canestrini e il 7 aprile, sempre a Padova a Palazzo Moroni sulla complessa figura dello scienziato trentino scomparso agli albori del Ventesimo secolo.

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