Con “Taio ieri” la memoria del paese resterà viva 

L’associazione culturale. Presieduta dall’ex commerciante Armando Larcher si prefigge  di valorizzare i ruderi degli opifici e dei mulini lungo la sorgente Rozza e di aprire un museo


Giacomo Eccher


Taio. Si chiama “Taio ieri” ma guarda al domani...perché non vada dispersa la memoria del paese. “Taio ieri” è la nuova associazione culturale che si è formata alcuni mesi fa con l’obiettivo, come si legge nello statuto sociale, “di tenere vivo e trasmettere alle nuove generazioni il ricordo delle attività artigianali e commerciali del paese di Taio nei secoli scorsi partendo dall’involuzione che ha avuto la sorgete Rozza con i vecchi mulini ed opifici e con il successivo sviluppo dell’industria dei manici da frusta”. Presidente è Armando Larcher, commerciante a riposo e anima nel corso degli anni di tante iniziative tra cui il Coordinamento operatori economici, un’esperienza unica in Trentino che dopo la fusione del comune di Taio con i vicini Coredo, Tres, Vervò e Smarano, a livello dell’intera Predaia. Con Larcher ci sono il vice Giorgio Chilovi (anche il cassiere), e i consiglieri Rocco e Tullio Tamé (fratelli nonché gli ultimi frustai rimasti in attività a Taio), Franco Zambiasi, Giovanni Inama, Mirco Busetti e il consigliere comunale Fabio Forno.

Salvare il salvabile

La storia economica di Taio ruota attorno a tre realtà: la sorgente Rozza che per secoli è stata il motore della vita economica del paese; i mulini ed i vari opifici alimentati dall’acqua e l’industria dei manici da frusta, una peculiarità che ha fatto conoscere Taio in mezza Europa. L’associazione ha le idee chiare e soprattutto concrete perché si tratta di una corsa contro il tempo “per salvare il salvabile”: “Della sorgente Rozza rimane l’acqua sempre abbondante ma - scrive l’associazione -si è perso tutto ciò che vi ruotava attorno. Il nostro obiettivo è di salvare, anche se si tratta solo di ruderi, ciò che rimane dei vari opifici a valle della sorgente con una radicale pulizia radicale dalla vegetazione per renderli visibili”. Quanto ai manici da frusta, l’industria di questi manufatti nel 1920 contava a Taio 21 aziende con ben 350 addetti. Di quell’epopea gloriosa oggi sono sopravvissuti solo due ‘irriducibili’ i fratelli Rocco e Tullio Tamè con un mercato di nicchia che mantiene viva, ma non si sa fino a quando, la tradizione delle fruste di ‘bagolaro’ (detto anche ‘vermiglio’, nome scientifico ‘Celtis australis’) ancora ricercate dalle scuderie ‘top’. «Rocco e Tullio ci aiutano in questa corsa contro il tempo per salvare questa memoria, che troverà posto in un museo che stiamo allestendo grazie ad un altro socio, Franco Zambiasi, che ci ha messo a disposizione uno spazio idoneo» - afferma Larcher. L’operazione memoria correrà anche sul filo di una ricerca storica che il Comune di Predaia (che affianca l’associazione zone in questo progetto) ha affidato al giornalista Alberto Mosca.

La presentazione ufficiale

Il ‘battesimo’ ufficiale di “Taio ieri” sarà il prossimo fine settimana con la ‘Festa dell’acqua’ in collaborazione con il Comune di Predaia, l’associazione giovani ‘Sorgente Rozza’, l’Asuc, la Pro Loco e la Cassa Rurale valle di Non. Il programma prevede sabato 24 agosto alle 19 una pizza in piazza con intrattenimento musicale e filmati a tema sull’acqua ieri e oggi. Domenica 25 agosto il clou nei pressi della sorgente Rozza (raggiungibile con una scalinata scendere dal centro paese) alle 20 con il concerto del Coro del Noce val di Sole ed intermezzi di poesie dialettali ‘in tema’ declamate del professor Fausto Rizzardi di Coredo. In caso di maltempo la serata della domenica sarà spostata nell’auditorium comunale, stessi orari e stesso programma.













Scuola & Ricerca

In primo piano