Addio a Renato Corradini fondatore di Trentinalatte 

Il lutto. La Val di Non perde uno dei suoi più dinamici e coraggiosi imprenditori. Ha dato lavoro a centinaia di persone, prima a Cles e poi nello stabilimento di Roveré della Luna ceduto nel 2006


Giacomo Eccher


Ville d’anaunia. Un altro pezzo di storia economica della valle di Non che se ne va. È questo il primo commento alla notizia della scomparsa di Renato Corradini, l’imprenditore di Rallo che con il fratello Luciano aveva fondato la “Latteria Corradini”, azienda per la lavorazione del latte con produzione di burro e formaggio e poi la Trentinalatte a Roveré della Luna.

Classe 1938, Renato ha avviato la sua attività imprenditoriale giovanissimo a 22 anni iniziando a Tuenno (dopo una parentesi nel negozio materno a Rallo) in società con il signor Nilsen, la lavorazione del latte e produzione di formaggi. Spostatosi a Cles, in via Trento assieme al fratello Luciano fondò la “Latteria centrale Val di Non” e nel 1965 costruì lo stabilimento con il marchio “Corradini”. L’iniziativa aveva portato una ventata di novità, ma soprattutto la speranza di nuova occupazione nella Valle di Non.

Difatti in pochi anni dal 1963 al 65 vi trovavano occupazione 10 persone e dal 1970 al 1980 ben 80 dipendenti per la lavorazione di 1.000 quintali di latte al giorno. Durante questi anni il marchio “Corradini” è approdato con successo sul mercato italiano e apparendo per ben due edizioni del Giro d’Italia abbinato al gran premio della montagna. Causa improvvise difficoltà economiche, eccessiva esposizione, mancanza di liquidità, inflazione e impegni gravosi, la ditta “Corradini” nel 1980 fu costretta a vendere lo stabilimento di Cles alla società dei Brazzale (VI).

È stato un momento buio dopo tanti sacrifici. Ma Renato Corradini lui non si è mai perso d’animo e dopo aver esaminato e soppesato le cause che l’avevano costretto alla vendita, ha avuto l’ardire due anni dopo (1982) di ricominciare, presso la diga di Santa Giustina, nella lavorazione dello yogurt, riuscendo a realizzare con nuovo entusiasmo le proprie aspirazioni e conoscenze, adottando il nuovo marchio “Trentinalatte”.

È questo il secondo capitolo della sua esperienza industriale, periodo che lo porterà in breve a Roveré della Luna, dove in un capannone acquisito nel 1986 si è dedicato alla sola lavorazione dello yogurt: ogni giorno quintali di yogurt e migliaia di vasetti in tutta Italia. A Roveré della Luna dopo il primo era stato realizzato il nuovo stabilimento di 17.000 metri quadri, dotato di ogni strumentazione tecnologica, che riusciva a sfornare a regime ben 2.000 quintali di yogurt ogni giorno. Lavoro che ha creato tanta occupazione fino ad arrivare durante i mesi estivi a 180 dipendenti.

Giunto così all’apice ed essendo ormai vicino alla pensione Renato Corradini decideva di abbandonare l’attività e cedeva il nuovo stabilimento alla società svizzera Emmi: era il 30 giugno 2006.

Ritiratosi dal lavoro però proseguiva nelle sue attività e negli impegni professionali con alterne fortune. Ma con gli anni anche l’entusiasmo più tenace è venuto a mancare e le relazioni finanziarie sempre più complesse hanno reso impossibile il proseguimento dei suoi obiettivi; ed è in questo momento di debolezza che ha incontrato la malattia.Nella sopraggiunta difficoltà lui era solito dire: «Dio non mi chiederà quanti yogurt ho prodotto, ma cosa ho fatto per gli altri, ossia posti di lavoro, occupazione, famiglie aiutate, carità fatta, compreso il mio grande aiuto per la costruzione della scuola e seminario minore in Sud Sudan su iniziativa di Goccia Solidale». Corradini ha trascorso gli ultimi 2 anni alla casa di riposo di Taio, attorniato dall’affetto dei suoi cari. Molte persone, ex dipendenti e anche sportivi del motocross e del ciclismo, lo ricordano con affetto e riconoscenza per il bene ricevuto. Lascia la moglie Clara Franch, la figlia Elisa e il figlio Nicola e il fratello Luciano.













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