i no-vax

Nessuna dose di vaccino: l’8,8% in Trentino e il 13,5% in Alto Adige

Nel monitoraggio Gimbe solo i dati della campagna vaccinale dopo la decisione del ministero della sanità di sospendere la pubblicazione giornaliera del bollettino



BOLZANO. La percentuale di popolazione sopra i 5 anni che non ha ricevuto nessuna dose di vaccino contro il Covid-19 è pari al 13,5% in Alto Adige ed all'8,8% in Trentino a fronte di una media nazionale del 10,4%. Lo rileva la Fondazione Gimbe nel suo monitoraggio settimanale che riguarda, per il periodo dal 26 ottobre al primo novembre, solo l'andamento della campagna vaccinale, dopo la decisione del ministero della sanità di sospendere la pubblicazione giornaliera del bollettino della pandemia.

Un altro 2,2% della popolazione altoatesina e 1,7% di quella trentina over 5 anni è temporaneamente protetto perché guarito dal Covid da meno di 180 giorni. Il 14,3% in Alto Adige ed il 10,9% in Trentino, inoltre, non ha ricevuto la terza dose di vaccino (media Italia 10,7%).

A questi si aggiunge il 7% in provincia di Bolzano ed il 5% in Trentino, guarito da meno di 120 giorni, che non può ricevere la terza dose nell'immediato. Infine, il tasso di copertura vaccinale con quarta dose è del 20,7% in Alto Adige e del 27,7% in Trentino (media Italia 22,5%). 













Ambiente&Percorsi

SCIENZA

Ötzi, sulla mummia vivono microrganismi di 5 mila anni fa

Lo rivela uno studio di Eurac Research che ha analizzato il complesso ecosistema della mummia del Similaun, composto fra l'altro di alcuni lieviti specializzati, simili a ceppi antartici, che hanno colonizzato il corpo dopo la morte e oggi rimangono vitali anche nelle condizioni di conservazione a meno sei gradi, adottate per proteggere la reliquia al Museo Archeologico dell'Alto Adige

Primo piano

TRENTO

Giardino dei Giusti e delle Giuste, sabato l’inaugurazione

Alle Albere lo spazio realizzato nell’ambito del patto traComune, liceo scientifico Da Vinci e Associazione nazionale vittime civili di guerra. Un invito a ricordare uomini e donne che, in tempi di guerra, persecuzione e ingiustizia, hanno scelto di difendere la dignità umana, il dialogo e la libertà, spesso mettendo a rischio la propria vita. Fra i nomi di questo primo nucleo, le due sorelle nuotatrici siriane Yusra e Sarah Mardini, Sophie e Hans Scholl, Luca Attanasio, Anna Politkovskaja e Alexander Langer